Mar 27 / Igor Damiani

Visual Studio 2017 to the max: grazie!

Sabato 25 Marzo è stata la giornata del primo evento Visual Studio 2017 on the max, organizzata dalla nostra nuova community Visual Studio Tips & Tricks. Beh, è stata una bella giornata, ragazzi. Tante persone, alcuni amici di community, alcuni partecipanti ai miei corsi che sono venuti a trovarmi. Tanti complimenti distribuiti a tutti. Location direi perfetta, con un’ottima sala (un po’ troppo calda all’inizio, ma abbiamo rimediato, no?). Gli iscritti totali sono stati ufficialmente 114, i presenti effettivi poco meno di 80. Direi un ottimo risultato, per una community neonata, sorta come un’araba fenice dalle ceneri della mitica Visual Basic Tips & Tricks. Per me è stata una giornata speciale, perchè è stata la mia prima giornata da speaker in un contesto puramente community. Sarò fatto strano io, ma credo con tutto me stesso che arrivare a fare una sessione tecnica sia un punto di arrivo, un traguardo, ma allo stesso tempo un nuovo inizio di un mondo un po’ più grande.

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La mattinata è stata incentrata ovviamente su Visual Studio 2017; io in particolare, nei 45 minuti a mia disposizione, vi ho raccontato di tutte le novità riguardanti il mondo Universal Windows Platform. Ci saranno altre occasioni per parlarvi anche di altro: Windows Presentation Foundation, Xamarin Forms, Azure, .NET Core, e via via tutto ciò che ci chiederete di fare come community.

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Per ora un sentito grazie agli altri membri del team, a tutti voi che avete partecipato e che avete deciso di impegnare una vostra mezza giornata per venire ad ascoltarci. Ogni tanto è bello vedervi dal vivo!

Alla prossima!!!!

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Mar 13 / Igor Damiani

Una mattinata nella Microsoft House

Sembra una giornata come tante. Prendo la macchina, entro in A1 dal casello di Lodi, mi infilo in autostrada in direzione Milano. Parcheggio a San Donato Milanese, prendo la metropolitana gialla fino a raggiungere la Stazione Centrale, poi cambio con la verde e scendo a Garibaldi. Sembra una giornata come tante, perchè questo è bene o male il tragitto di migliaia, di centinaia di migliaia di persone che ogni giorno raggiungono gli uffici della metropoli milanese. Da Garibaldi si percorre in pochi passi Corso Como, costellato di locali alla moda ed uno dei centri nevralgici della nuova movida milanese, da quando con Expo 2015 questa zona della città è praticamente rinata. Qui adesso sono collocate la Unicredit Tower, il bosco verticale vincitore di diversi premi di design, piazza Gae Aulenti, Eataly, tantissimi negozi di brand appartenenti al mondo della moda e del lusso, innumerevoli bar e locali per prendere un aperitivo e mille altre occasioni per vivere appieno il sapore di una grande città come Milano. Insomma, si fanno due passi e ci si rende conto di essere al posto giusto nel momento giusto.

Ed è qui che sorge la nuova e spettacolare Microsoft House, che ho avuto l’onore di visitare a tu per tu con Andrea Benedetti, Director of Technical Evangelism di Microsoft Italia, che ovviamente ringrazio per il tempo che mi ha concesso.
Di che cosa si tratta?

In due parole: basta con la bellissima ma isolatissima cattedrale nel deserto di prima. Oggi Microsoft è nel cuore della città, raggiungibile dalle stazioni dei treni, dalla metropolitana, con i taxi. In una struttura completamente di vetro (832 finestre), trasparente come trasparente vuole essere la sua comunicazione. 5 piani di tecnologia, di voglia di fare e di lavorare, immersi in un ambiente accogliente ed allo stato dell’arte.

Una zona aperta al pubblico
Microsoft House mette a disposizione una zona aperta e disponibile al pubblico. Per fare cosa? Per parlare e toccare con mano le tecnologie Microsoft, che siano PC, convertibili 2-1, tablet, telefoni, mouse, tastiere, XBOX e chi ne ha più ne metta. E’ un grande punto in cui ritrovarsi e chiaccherare, rimanere aggiornati sulle ultime novità, prendere parte ad eventi per il mondo consumer. Vi consiglio di dare un’occhiata di tanto in tanto al sito https://www.microsofthouse.it/, giusto per non perdere nulla delle esperienze che Microsoft vi permette di vivere. Ci sono stato, da normale visitatore, la domenica successiva a quella dell’inaugurazione ufficiale; ho incontrato alcuni amici ed insieme a loro ho vistato lo showroom. E’ proprio bello da vedere. E’ un crocevia di gente, di passanti e di semplici curiosi, che entrano, fanno due passi, guardano e commentano, magari bevono un caffè, e poi se ne vanno. Così, naturalmente, come se fosse un luogo di incontro o una piazza.

Tantissime zone per lavorare
Ovviamente la parte che Andrea mi ha permesso di visitare è quella al di fuori delle normali zone aperte al pubblico. Gran figata. Ci sono uffici grandi e piccoli, a seconda delle esigenze e del tipo di lavoro da svolgere. Ci sono spazi dedicati ai piccoli meeting o ai grandi eventi per le community.

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Ci sono diverse zone di svago dove bere un caffè o scaldarsi qualcosa con il microonde. Ci sono teatri per accogliere sessioni tecniche e sale riunioni con Surface Hub per condividere slide e video.

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Nella nuova Microsoft House tutto è pensato per farti vivere al meglio, e lavorare in uno spazio gradevole e non faticoso. Anche se poi, immagino, arrivi sempre il momento in cui devi farti un mazzo tanto per portare a casa la soddisfazione del cliente.

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Andrea Benedetti mi ha raccontato delle tendine frangi-sole e del sistema di climatizzazione completamente governati da un sistema IoT. Mi ha raccontato tante piccole caratteristiche della Microsoft House che onestamente mi hanno proprio reso orgoglioso di far parte, nel mio piccolo, del mondo Microsoft, da appassionato e da professionista quale sono.

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E’ stata una mattinata unica, e probabilmente ne vivrò tante altre, nei prossimi mesi ed anni, quando si terranno eventi community. Già adesso non vedo l’ora.

Una cosa che mi ha molto colpito è la più completa insonorizzazione degli ambienti rispetto alla città. Già mi immaginavo di sentire auto, sirene delle ambulanze a tutto spiano, fastidiosi clacson, frenate, etc. etc. Nulla di tutto questo. Microsoft House è un piccolo paradiso in una grande città caotica. La foto qui sotto è stata scattata dall’ultimo piano della sede; il traffico non era molto, sebbene fossimo in piena mattinata, questo è vero, ma vi posso assicurare che non si sente assolutamente nulla. Si lavora in tranquillità e belli concentrati.

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E poi?
Chiamato dai suoi impegni di lavoro, Andrea mi ha ovviamente salutato, non prima però di aver scattato una foto assieme nell’atrio di Microsoft.

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E poi…mi sono parcheggiato, ho acceso il PC, ho scaricato le foto dal mio cellulare, ho scritto qualche mail, ho partecipato ad una call con capi & clienti. Alle 12 sono uscito da Microsoft House, ho mangiato lì nei paraggi (ci sono pizzerie, ristorantini e baretti di ogni genere e tipo), mi sono reinfilato nella metropolitana milanese per raggiungere un cliente che mi aspettava nel pomeriggio.

Grazie Andrea Benedetti per avermi fatto da guida turistica d’eccezione (il suo tempo è poco, ed avergliene rubato un po’ mi galvanizza) e grazie Brain-Sys per avermi concesso una mattinata di tempo. Grazie Microsoft per continuare a trasmettermi voglia di scrivere software.

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Mar 7 / Igor Damiani

Focus Day del 16 Giugno! Flash Mob(ile)!

Vi piacerebbe avere i rudimenti per sviluppare una versione minimal di WhatsApp in poche ore…diciamo nell’arco di una giornata lavorativa, dalle ore 9:30 alle ore 18:00, partendo dal backend fino ad arrivare su tutte le piattaforme mobile??

Se la risposta è sì, questo è il Focus Day che fa per voi.

Cordova

Il prossimo 16 Giugno, Overnet Education ha organizzato una giornata battezzata Flash Mob(ile). Gli speaker saranno, nell’ordine, Ugo Lattanzi, il sottoscritto e Gabriele Gaggi. L’idea è la seguente, riportata parola per parola dalla scheda dell’evento:

La giornata è pensata per  aziende, sviluppatori e liberi professionisti che vogliono toccare con mano le più recenti tecnologie di sviluppo per applicazioni mobile. ASP.NET Core distribuito attraverso Docker per la parte di backend, e applicazioni mobile cross-platform per il frontend. Queste ultime verranno sviluppate sia tramite tecnologie in ambito Web (Cordova) sia tramite tecnologie di sviluppo nativo (C#, XAML e Xamarin Forms).

Si tratta di un evento a pagamento (costo alla portata di tutti). Non è pensata per essere una giornata di teoria accademica, ma un vero e proprio laboratorio pratico dove ciascuno dei partecipanti avrà a disposizione un suo PC per poter scrivere il codice che via via vi spiegheremo. Potete avere tutte le informazioni del caso a questo indirizzo. Scrivetemi pure in privato, o se volete commentate pure qui sotto, se avete dubbi o volete fare qualche domanda in merito. Cercherò di rispondere in prima persona, altrimenti girerò la richiesta a chi di dovere.

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Feb 27 / Igor Damiani

Visual Studio Tips & Tricks : SI PARTE!!!

La nostra neonata community Visual Studio Tips & Tricks parte alla grande.

Il prossimo Sabato 25 Marzo, presso il Garda Hotel di Montichiari (Brescia), si terrà il nostro primo evento pubblico, Visual Studio 2017 to the max. Sarà una delle prime occasioni per vedere dal vivo la versione RTM del prossimo Visual Studio. Nel mio caso vi parlerò un pochino di Universal Windows Platform, mentre gli altri speaker tratteranno di IDE, Entity Framework Core e di Cognitive Services.

Trovate maggiori informazioni sulla news ufficiale pubblicata all’indirizzo http://www.visualstudiotips.net/view/ArticleId/35/Visual-Studio-to-the-max.

Chiaramente l’evento è totalmente gratuito!!! Partecipate!!!!

L’iscrizione si sono aperte questa mattina, abbiamo tanti posti ma chiaramente la quantità è limitata.

Non perdete tempo, iscrivetevi e veniteci a trovare!

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Feb 24 / Igor Damiani

Documentazione UWP in formato PDF

E se vi dicessi che ci sono 5133 pagine di documentazione su UWP che vi stanno aspettando?

Mi è capitato sottomano un tweet, oggi, parecchio interessante.

You can download all Windows UWP docs in PDF form.

Ero già al corrente del fatto che la documentazione ufficiale UWP fosse stata spostata sul nuovo portale, ma onestamente questa news del formato PDF mi era proprio sfuggita. Detto questo, è sufficiente per esempio raggiungere l’url https://docs.microsoft.com/en-us/windows/uwp/get-started/your-first-app ed effettivamente in basso a destra c’è un bel link:

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Cliccando il link, parte il download del file PDF. Se lo si fa con Edge, il download sembra che abbia qualcosa che non vada: appare il tradizionale viewer dei PDF, sembra che non stia scaricando nulla. L’ho fatto con Chrome e la cosa va un po’ meglio: c’è una progress-bar che mostra chiaramente il download in corso.

L’unico problema?
Il file pesa 54,5Mb, e comprende ben 5133 pagine di documentazione.
Buona lettura!

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Feb 21 / Igor Damiani

Toner per stampanti laser

Siamo giunti nuovamente alla situazione, che si ripete puntualmente ogni “qualche anno”, secondo la quale conviene acquistare una stampante nuova rispetto all’acquisto di un toner originale.

A casa ho una stampante laser Samsung M2022W. Dovrei acquistare un toner nuovo originale (di quelli compatibili non mi sono mai fidato): su Amazon c’è giustamente un solo prodotto, che sarebbe questo. Costo : 48,06 euro. Peccato che la stampante stia andando un po’ fuori dai prodotti normalmente accessibili nelle catene (ad esempio Mediaworld), e quindi sarà sempre più difficile trovare il toner giusto non solo fisicamente nei negozi, ma probabilmente anche online. Sapete quanto costa il modello più recente Samsung? Il modello è il M2026W. Costo : 68,90. Certo, è comunque maggiore rispetto ai 48 di prima, ma se mettiamo sul piatto della bilancia la reperibilità dei materiali di consumo…forse conviene quest’ultimo, anche magari per avere driver più efficienti, ed un hardware più recente (magari anche compatibile con gli smartphone Android).

Voi che dite?

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Feb 20 / Igor Damiani

Nasce una nuova community: Visual Studio Tips & Tricks

Oggi, lunedì 20 febbraio 2017, abbiamo il piacere di annunciare la nascita di una nuova community tecnica chiamata Visual Studio Tips & Tricks.

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Il nome è certamente e volutamente evocativo, ma questa community non è assolutamente un’estensione di Visual Basic Tips & Tricks.

E’ una realtà totalmente nuova, autonoma e piena di freschezza, che ha lo scopo di divulgare conoscenza sulle tecnologie Microsoft per lo sviluppo di software ad ampio raggio, negli ambiti Mobile, Desktop, Cloud con l’ecosistema di Microsoft Visual Studio, inclusi Visual Studio Code e Visual Studio for Mac.

Ciò vuol dire che ci occuperemo massicciamente di cose come Xamarin, Azure, intelligenza artificiale, Visual Studio Code, Roslyn, .NET Core, di Universal Windows Platform, di DevOps e Visual Studio Team Services, dei linguaggi .NET senza distinzione e di tutto ciò che può ruotare allo sviluppo di software con gli strumenti della famiglia Visual Studio.

Siamo già abituati a trattare tutti questi argomenti ma serviva uno spazio più adeguato, per noi stessi e per gli utenti che hanno avuto “timore” ad avvicinarsi a un sito il cui nome è legato a un linguaggio storico ma il cui uso è statisticamente ben circostanziato.

Il Team di questa nuova community è composto da Alessandro Del Sole, Renato Marzaro, Laura La Manna, Antonio Catucci e Igor Damiani. Persone abbastanza note nel mondo delle community Microsoft per la loro grande passione non solo per la tecnologia ma anche per la condivisione della conoscenza e legate tra loro da amicizie durature.
Il sito Web di questa community offre, gratuitamente, un’Area Articoli che già contiene numerosi articoli tecnici pronti per voi su argomenti come Xamarin, UWP e C# 7. C’è inoltre un’area dedicata a forum tecnici organizzati per area tematica nei quali potremo porre i nostri quesiti e rispondere a domande degli altri utenti.

In cantiere ci sono anche diversi eventi che erogheremo in diverse città italiane in modo da poterci incontrare di persona e di condividere più da vicino la nostra passione con tutti voi.
Abbiamo inoltre creato un canale di community su YouTube dove pubblicheremo i nostri video tecnici e dove già ne trovate alcuni dedicati a Xamrin, Roslyn e Visual Studio for Mac.
Non potevamo inoltre mancare sui più diffusi social network, pertanto abbiamo creato:
•    una pagina Facebook su cui potrete seguire novità di community e dal mondo dello sviluppo;
•    un account su Twitter;
•    un profilo Instagram che useremo non solo per occasioni di community ma anche per darvi flash visivi su alcuni contenuti.
La community è appena nata, quindi sicuramente ci saranno molti aggiustamenti da fare col tempo ma saremo felici se vorrete darci i vostri feedback.
Da parte del sottoscritto, due parole su VB T&T: continuerà a vivere e sarà supportata. La velocità con cui si muove la tecnologia e la direzione presa dal mondo dello sviluppo, ad ogni modo, ci porterà ad investire la maggior parte delle risorse e del tempo sulla nuova Visual Studio Tips & Tricks. Un motivo in più per visitare il nuovo sito e seguirci.
Come sempre, qualunque comunità non ha senso se non c’è la partecipazione e l’aggregazione delle persone. Quindi, i vostri contributi come articoli, partecipazione nei forum o video formativi saranno più che benvenuti.

Vi aspettiamo!

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Feb 15 / Igor Damiani

San Valentino in trasferta

Esci dal cliente alle 17:30, prendi il pullman che ti riporta in hotel. Entri in camera, metti sotto carica il cellulare, ti rilassi un’oretta, poi esci per cena. Sei solo, in trasferta, e realizzi solo ora che è la sera di San Valentino. Cosa significa questo?

Significa che tutti i ristoranti hanno solo tavolini per due, sono tutti prenotati, hanno tutti un cuoricino come addobbo. Sei in città, gironzoli a vuoto per il centro storico, serpeggiando per viuzze strette e larghe. Cominci ad optare per una piadineria, per una rosticceria qualsiasi, alla ricerca di un trancio di pizza o qualcosa di simile. Ti fai aiutare da Trip Advisor e da Google Maps. Tu passeggi solo sempre più affamato, mentre pian piano arriva l’ora delle coppiette che raggiungono il loro tavolino nel ristorante in cui hanno prenotato per questa sera (speciale?). Le vedi arrivare verso di te: lui e lei che si tengono stretti, le ragazze tutte vestite carine, i ragazzi tutti bellocci. Le ragazze con gonnelline svolazzanti o pantaloni neri lunghi. I ragazzi con cappotti col bavero alzato. Le ragazze truccate alla perfezione. I ragazzi con tutti i capelli ben pettinati. Tacchi e mocassini.

E a te manca lei, che è a centinaia di chilometri di distanza. E faresti carte false per averla lì con te. Per poterla baciare, abbracciare, per poter sentire la sua voce o la sua risata. Ed invece non c’è, se non nel tuo cuore. Ma non basta. Passeggi e cammini. Passi davanti a piadinerie e rosticcerie che ci sono, ma che sono deserte, comprese le teglie che dovrebbero invece ospitare tranci di pizze margherite o piadine con fontina e prosciutto. Tiri dritto, e ritorni pian piano verso il tuo hotel.

Ed eccolo lì, a poche decine di metri, il posto che cercavi. Una pizzeria da asporto aperta, illuminata, piena di gente come te che la sera di questo San Valentino è in trasferta, è in una città che non è la sua. Entri, ordini qualcosa, bevi una coca. Sei pieno e sazio. Il tuo stomaco è pieno e sazio, solo quello. Il tuo cuore rimane triste e solo, ma non ci puoi fare nulla.

Ciao San Valentino, all’anno prossimo!!

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Feb 14 / Igor Damiani

Il conato di vomito dei social network

I social network stanno fallendo su tutti i fronti. Lasciate che vi faccia un riassunto di tante piccole storielle, che probabilmente tutti voi avete sentito, oppure no.

Da una parte c’è il professor Roberto Burioni, che lotta tutti i giorni contro i movimenti anti-vaccinisti, con tutte le polemiche del caso. E’ di qualche giorno fa la notizia che un suo post su Facebook è stato bannato, probabilmente segnalato in massa da un gruppo di persone per i suoi contenuti. Facebook ovviamente non può mettersi a leggere tutti i post che vengono pubblicati ogni secondo, per cui va per numero: se un post viene segnalato da un po’ di persone, viene automaticamente rimosso. Pazzesco. Peccato che dopo un certo numero di post rimossi, probabilmente potrebbe venir bloccato l’intero account.

Da un’altra parte c’è l’inevitabile esito di ogni discussione sui social. Indipendentemente dall’argomento (referendum del 4 dicembre, l’ultimo film di Star Wars, la marca degli hard-disk che compriamo, una ricetta, un qualsiasi evento sportivo, etc.), inevitabilmente la discussione degenera, va oltre i propri confini, diventa quella che io definisco – anche nella mia vita privata – una gara di scherma. Dove devi stare attento a come ti muovi, sennò il tuo interlocutore ti tocca facendo punto, e tu a tua volta devi usare sarcasmo/sagacia/cattiveria per segnare il tuo punto. Bleah. La litigata avviene sempre, per argomenti futili ed argomenti più complessi. Ognuno crede di sapere la verità, compreso me. In base all’argomento, ognuno ha nel proprio passato inevitabilmente condotto la propria battaglia contro i suoi mulini a vento. Un redattore di The Games Machine è stato insultato per aver scritto un articolo contro la pirateria dei videogiochi. Io mi sono preso del razzista, dell’immaturo, dell’idiota, tra l’altro da persone che mai e poi mai si permetterebbero di dire quelle cose dal vivo. Quelle stesse persone, dal vivo, sono squisite, molto più intelligenti e preparate di me, verso le quali nutro sincero rispetto. E’ lo strumento social che le trasforma, così come trasforma me.

Altro? Ogni giorno, grazie ai social, ci sono vittime di cyberbullismo. E, per favore, non fate paragoni con il bullismo tradizionale che esisteva 25 o 30 anni fa. Una volta quando avevi a che fare con il bullo della tua scuola, era una faccenda tra te e lui. Il più delle volte, tra te ed un gruppo di bulli. Alla fine uno aveva la meglio, o la peggio, ma la cosa era comunque circoscritta. Oggi tutto viene ripreso in diretta, filmato, buttato su Whatsapp, su Facebook. E la vittima è segnata a vita. Ci sono storie recenti di ragazzi e ragazze che si sono suicidate, per ragioni di questo tipo. Se sottovalutate il cyberbullismo odierno al grido di “il bullismo c’è sempre stato” manifestate una certa ignoranza, e comunque un certo distacco dal mondo non solo giovanile di oggi.

Di nuovo: è notizia di qualche giorno fa che Twitter vuole dare la caccia e chiudere gli account fake. Tanti di questi account sono simpatici, divertenti, irriverenti. Ma non è semplicemente una cosa giusta che ci siano. Dietro all’anonimato si nascondono anche insidie e pericoli. Ci siamo costruiti (mi ci metto in mezzo) un mondo digitale basato sull’anonimato, che oggi però è più pericoloso che altro. No: se tu vuoi stare in Rete, devi farlo con il tuo nome & cognome. E’ finita la pacchia. Vi rendete sì o no conto che l’elezione di Trump – solo per citare un fatto recente – potrebbe essere stata favorita dalla diffusione di notizie fake populiste? Se non è pericolo questo…non riesco a capire cosa possa esserlo.

E facciamo un altro esempio. Conoscete tutti Charlie Hebdo, il noto periodico settimanale satirico francese, venuto un po’ alla ribalta per gli attentati del Gennaio 2015; il loro account Twitter è @Charlie_Hebdo_. Capita a volte che facciano vignette anche dedicate a qualche evento italiano (il recente terremoto, per esempio). Supponiamo che 1.000 italiani si mettano a segnalare a Twitter che quell’account vada chiuso perchè offende, è fuori luogo, è offensivo. Cosa fa Twitter? Probabilmente, ed automaticamente, chiuderebbe o sospenderebbe l’account, esattamente come ha fatto Facebook con il post del professor Burioni. Vi sembra corretto? Io una mia risposta ce l’ho, ma mi piacerebbe che anche voi ci pensaste un attimino.

Un altro gravissimo aspetto è che sempre più l’informazione giornalistica viene veicolata attraverso i social. Politica, attualità, scienza, medicina, tutto il resto. Un giorno, mentre ero in auto, su Radio 24 hanno detto che sempre più italiani utilizzano i social per informarsi. Ed è una cosa incredibile. Attenzione, faccio un mea-culpa: anche io ho utilizzato i social (Facebook) per fare informazione, nel mio piccolo. Questo per dire che non è colpa di qualcuno di preciso, è colpa di tutti, è colpa dell’andazzo delle cose, è colpa dell’invasività di questi strumenti. Da una parte c’è sì il grande vantaggio dell’enorme visibilità, ma dall’altra c’è la grande carenza di distinguere tra il vero ed il falso, c’è il problema delle discussioni, c’è tutto quello che ho descritto prima che non funziona. Ognuno di noi concepisce la partecipazione sui social in modo differente: c’è chi lo prende per un gioco, c’è chi lo prende per qualcosa di più serio. C’è chi lo utilizza come strumento di indignazione (della durata di 10 minuti), e c’è invece chi lo utilizza per le proprie campagne di sensibilizzazione.

Un problema insito nei social è che c’è una probabilità altissima di parlare con persone del tutto ignote, dall’altra parte d’Italia se non del mondo. Persone di cui non si conosce nulla: il contesto in cui vivono, che lavoro fanno, come ragionano, chi sono e chi non sono. E spesso ci si prende il diritto di giudicarle, di parlare con loro come se fossero vicini di casa, mentre in realtà non è affatto così. Per citare il mio amico Marco, socio di Piloti Virtuali ItalianiIl problema, Igor, è che fin dall’inizio dell’era social, da Intranet fino a Facebook, le persone non possono essere coscienti degli stati d’animo e del contesto in cui vivono le altre persone. Per cui è molto facile vedere in maniera negativa o offensiva una risposta, quando di tutto ciò, in realtà, non vi è traccia. Questo genera fraintendimenti incomprensibili da entrambe le parti. Quindi, il lato sociale prende punti da una parte per perderne dall’altra. Il futuro ci aiuterà… Oppure preferiremo regredire.“. Quoto totalmente questa osservazione.

Spesso sento che per migliorare le cose è sufficiente educare le persone. E’ sicuramente la strada più giusta, ma è anche la più utopica. E’ giusto che nel mondo ci siano persone colte e meno colte, persone che hanno voglia di imparare ed altre no, persone che hanno gusti, ambizioni, modi di fare talmente differenti che sarebbe assurdo costringerle ad essere educate. Sarebbe come chiedere a tutti di essere esperti in ogni cosa. No, cari miei. E’ lo strumento che è sbagliato. Uno strumento che mette sullo stesso piano un premio Nobel ed una persona normale come me non può funzionare. Può essere divertente, finchè è usato per scopi leggeri, ma in generale non funziona. Con i social è come se avessimo a che fare con migliaia, se non milioni di leader, e non credo sia una regola prevista dall’evoluzione della specie. Dovremmo prima metterci tutti d’accordo, concordando ad esempio con il fatto che i social vanno usati in modo leggero, ma non può funzionare, ovviamente.

Detto tutto questo, insomma, è anche giunto il momento, almeno per me, di riappropriarmi dei miei spazi. Per questo motivo ho ricominciato a scrivere sul blog. Perchè mi rilassa, perchè scrivo ciò che mi piace, diffondo ciò che so, nel limite delle mie competenze. E nessuno può decidere di bannare un mio post, mentre un social potrebbe farlo (ed in realtà nel mio caso l’ha fatto, visto che Facebook mi ha sospeso per qualche giorno senza una ragione valida). E il grande vantaggio di un blog è che è meritocratico. Scrivo cose giuste ed interessanti? Ho 1.000.000 di visitatori al giorno. Scrivo stupidaggini, scrivo male, scrivo cose fuori luogo? Avrò 17 visitatori al giorno. E’ giusto che sia così, porca miseria. Sono stufo marcio di un mondo digitale dove la massa ha sempre ragione. Sono un leader? Attirerò seguaci. Scrivo cose dementi, fuori luogo, razziste? E’ giusto che non venga seguito da nessuno. Direte voi: anche sui social succede così. Se questa è la risposta, ripartite a leggere questo post dall’inizio, perchè la risposta è lì. Tutti hanno diritto alla libertà di parola, quella non va negata a nessuno, ma la popolarità te la devi guadagnare, e dipende esclusivamente da ciò che dici. L’ubriacone al bar viene ascoltato da qualche avventore del bar stesso, ma viene bellamente ignorato. Sui social invece esiste un naturale effetto “cassa di risonanza” totalmente a sfavore della realtà, in balia della menzogna facile, urlata più o meno consapevolmente.

Sono giunto alla conclusione che non siamo fatti per dialogare gli uni con gli altri in una cerchia così grande. Dobbiamo modellare i social secondo le migliori convenzioni del mondo reale.

Io, per esempio:

  • non posso entrare in una sala operatoria e mettermi a dialogare di medicina con il chirurgo
  • non posso entrare in un CdA di una grande azienda ed arrogarmi il diritto di sapere come gestire l’azienda, al punto di consigliare o cazziare qua e là in base a quello che credo
  • non posso andare in diretta TV ad urlare le mie idee
  • non posso entrare in tantissimi palazzi pubblici (provincia, regione, altri governativi), semplicemente perchè non ho le credenziali per farlo

Perchè dovrei avere questi diritti sui social? Un mondo che permetta di dialogare a 360°, con la massima e totale libertà, è pura anarchia di comunicazione. Ed è quello che accade sui social.

  • potrei entrare in sala operatoria e dialogare con il chirurgo solo dopo la mia bella laurea di medicina, e dopo anni di apprendistato
  • potrei entrare in un CdA dopo aver ottenuto le giuste credenziali
  • potrei andare in diretta TV solo dopo aver dimostrato di aver qualcuno di giusto e corretto da dire
  • potrei entrare in Parlamento, per esempio, solo dopo essere stato eletto

Esempio sciocco: sono stato per 3 anni nel Direttivo di Piloti Virtuali Italiani. Sono stato ammesso perchè in un’assemblea tenutasi nel gennaio 2014, ho fatto un breve discorso in un hotel, davanti ai soci presenti (circa 80), spiegando quali sarebbero stati i miei scopi ed i miei obiettivi. Si è votato e sono entrato a far parte del Direttivo. Meritocrazia, insomma.

Paradossalmente, i social network che hanno più probabilità di rimanere puliti sono quelli non generalisti, dedicati ad uno scopo ben preciso. Ad esempio, LinkedIn penso che funzioni meglio, per due motivi: siamo meno, ma soprattutto chi frequenta quel social è un professionista, e quindi ci si ritrova fra pari grado. Forse l’idea che c’era dietro Google Plus non era malaccio, ma avendolo usato davvero poco, non posso esprimere un’idea precisa; ma l’idea di fondo di quel social erano le cerchie, che limitavano in qualche modo la visibilità di un post, facendo in modo che una certa discussione coinvolgesse le persone più giuste per quel tipo di argomento. Su Instagram si dialoga per lo più attraverso foto, al massimo qualche commento; e comunque anche qui qualche scandalo c’è stato. Ricordo, se non erro, Bonolis che andava in vacanza in qualche posto lussuoso, oppure Belen che bacia suo figlio in modo un po’ troppo…provocante? Ed anche in quel caso, via con insulti a go go.

Per favore, non paragonate una discussione reale con quella sui social. Quella sui social dura in modo indefinito, coinvolge decine o centinaia di persone, assume toni decisamente più accesi rispetto a quella dal vivo. Non c’è dubbio su questo. Ad una discussione social non viene mai staccata la spina, perchè chiunque può farla ripartire quando si accorge della sua esistenza, in diretta, il giorno dopo o dopo una settimana. E’ invasiva, non si molla mai. E la pressione sale.

La cosa drammatica, secondo me, è che il problema dei social non può essere risolto dai social stessi. Facebook non ha alcun interesse a rimediare ai suoi stessi problemi; a Facebook interessa fatturare, veicolare la pubblicità, raggiungere ogni giorno la quota del miliardo di utenti connessi contemporaneamente. Poco importa, a Facebook come a tutti gli altri, se i contenuti sono litigi, discussioni, minacce, notizie false. Anzi: più gente c’è, per loro, meglio è. Sarete d’accordo con me che così non può andare avanti. C’è bisogno di regole, di ripensare qualcosa.

Adesso, prima di lasciarvi ai vostri commenti, vi linko l’appello che Laura Boldrini (ovviamente insultata più e più volte sui social in modo estremamente sessista e volgare negli ultimi mesi/anni, sebbene sia una persona di cultura che ha lavorato per 25 anni all’ONU) ha rivolto a Facebook, guarda caso, per risolvere il problema.

Buon social a tutti.

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Feb 13 / Igor Damiani

Guest post su MSDN Italia

Venerdì pomeriggio è comparso un mio articolo sul blog di MSDN Italia, dedicato al mondo delle Universal Windows App e al Microsoft Store Services SDK.

L’articolo è liberamente raggiungibile a questo indirizzo:
https://blogs.msdn.microsoft.com/italy/2017/02/10/guest-post-app-uwp-microsoft-store-services-sdk/

Buona lettura!!!!

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