Non so quanti di voi seguano su Rai Uno, prima del Tg1, il quiz di Carlo Conti “L’Eredità”. Io lo faccio, e lo trovo piuttosto triste. Triste perchè è un quiz dove non interessa assolutamente trovare il concorrente più bravo, ma solo avere una faccia, un protagonista, un personaggio, insomma, da sbattere in prima serata, cercando di fargli vincere una montagna di soldi. I regolamenti di ogni singolo mini-quiz di cui è composta l’intera trasmissione sono studiati per decimare i concorrenti: si parte in 8 persone, e solo uno arriverà fino alla fine. E, come ho detto prima, spesso quella persona che arriva in finale non è la più brava, ma semplicemente una fra tante, quella che è sopravissuta alla decimazione, quella che ha sbagliato tutte le domande, ma ha azzeccato quella giusta che gli ha permesso di andare avanti. Odioso.
Ma poi ho allargato il giro. Non è solo L’Eredità che ha questo genere di approccio. Anche il gioco dei pacchi di Max Giusti (che fortunatamente la maggior parte delle volte evito alla grande) è studiato per avere un personaggio con cui intrattenere il pubblico. Questa persona non è un eroe, non è migliore di me, non ha nessuna particolare qualità: è lì e basta. Non c’è più meritocrazia nemmeno nei quiz, insomma. Nel 2010 tutte le trasmissioni televisive sono dominate da questo concetto: è come se avessero camuffato il casting, spostando questa fase (che prima era anteriore alla messa in onda) subito in diretta, senza alcuna preselezione. Questo è triste. Ed il tutto è molto più evidente con il Grande Fratello, e con tutti i reality dell’era moderna.
Come qualcuno di voi sa, ho un passato da giocatore di giochi di ruolo. Giocatore rompiscatole, probabilmente, perchè nelle sessioni di gioco a D&D cercavo di adattare le regole, di trovare bachi, di migliorarle secondo il mio personale punto di vista. Questa cosa mi viene naturale anche davanti alla TV, e quindi in certe occasioni mi è venuto da da dire…questo gioco sarebbe meglio che fosse così…questo gioco non rispetta la logica…questo gioco è totalmente sbagliato, il concorrente dovrebbe…ma poi ho pensato che ai manager della TV non interessa avere regole giuste ed eque. Interessa il marketing, il casting, il richiamare il maggior numero possibile di persone, e via dicendo.
Mi manca tanto Mike Bongiorno.
Vi rimando al mio post precedente per avere un’idea più chiara di come abbiamo gestito le comunicazioni vocali con TeamSpeak all’interno di una sessione di volo in multiplayer con FSX. La versione breve è questa: in ogni circostanza, quando premete il tasto che avete configurato vi sentono tutti quelli presenti nel vostro stesso canale. Va da sè, quindi, che se la flotta è composta da 30 persone e siete tutti nello stesso canale, vi fate sentire da tutta la flotta. Se invece vi siete divisi in più canali, allora vi fate sentire solo da quelli nello stesso canale.
Ma c’è di più. E’ possibile configurare un tasto per parlare privatamente ad un gruppo limitato di persone connesse. Questa funzione di TeamSpeak viene definita come whisper to (tradotta in italiano come: bisbigliare a). A cosa può servire? Serve quando il numero di partecipanti alla sessione multiplayer è piuttosto elevato, e quindi è necessario formare una sorta di gerarchia. Guardiamo il seguente diagramma:
Per semplicità ho posizionato soltanto 7 aeroplani, ma ci sono tutti i ruoli che mi servono per spiegare lo scenario. Vediamoli uno ad uno:
Considerazioni varie
Questi tre punti non sono sempre fondamentali, e non sono da seguire alla lettera. Se il volo si sta svolgendo in modo informale, nulla vieta al pilota semplice di dire questo o quello, di raccontare un’anedotto, o di descrivere la zona che si sta sorvolando, perchè magari la si conosce bene. A me è capitato una sera di essere in volo sopra la Valtellina, con altri amici di PVI, e di aver chiesto informazioni per sapere se qualcuno sapesse con esattezza dove fossero Morbegno e Talamona (due importanti località della Valtellina, appunto).
Però, se siete in 30 piloti, è necessario mantenere il controllo di tutto. Non possono 30 persone parlare contemporaneamente, quindi si cerca di strutturare la conversazione in modo più intelligente e gerarchica. Se un pilota ha un dubbio, quindi, non rompe le scatole a tutti gli altri, ma chiederà lumi solo al suo capitano. Se il capitano sa risolvere il suo problema, bene: risponderà solo a lui senza disturbare gli altri. Altrimenti, parlerà con l’altro capitano o il comandante e ridigererà la richiesta del pilota a loro. Tutti gli altri saranno all’oscuro di questa comunicazione. Sarà magari compito del capitano chiederà al comandante di chiarire il dubbio del pilota, perchè magari non è il solo ad aver avuto lo stesso problema. Seguite questo dialogo, che può chiarire le idee.
Scenario : siete all’aeroporto XYZ, la torre vi autorizza al decollo sulla pista 18 (quindi in direzione sud). Dopo il decollo, dovete mantenere questa direzione e salire a 2500 piedi.
Di tutte le comunicazioni “simulate” qui sopra, solo l’ultima avviene in broadcasting: tutte le altre avvengono privatamente tra pilota, capitano e comandante.
Cosa sarebbe accaduto se avessimo usato la modalità broadcasting? Semplice: che il primo pilota ad avere il problema avrebbe chiesto a tutti. Un secondo dopo, TUTTI avrebbero risposto CONTEMPORANEAMENTE: le vostre cuffie – e le vostre orecchie – vi avrebbero maledetto. Oltre al volume, l’altra questione è che le risposte non saranno chiare, perchè le voci si sarebbero accavallate. Quindi, di fatto, alla fin fine ci sarebbe stato uno che avrebbe preso in mano la situazione e avrebbe risposto a nome di tutti. Esattamente quello che è accaduto nella nostra comunicazione simulata, ma in modo molto più ordinato.
La morale quindi è questa: cercare di limitare il più possibile le comunicazioni radio in broadcasting.
Ho fatto chiaramente più di un volo, ormai, in diverse modalità (modalità broadcasting/gerarchica) e vi posso assicurare che la differenza si sente eccome. Nella prima modalità le cuffie non smettano mai di trasmettere la voce tutti gli altri che parlano (e quindi trovate davvero difficoltoso trovare il tempo giusto per inserirvi per le vostre comunicazioni) – nella seconda modalità la comunicazioni sono ridotte al minimo.
Come si fa tecnicamente tutto questo? Ok, la premesse è che dobbiamo configurare un altro tasto della tastiera. Con quello tradizionale infatti si va in broadcasting verso tutte le persone nel nostro canale. Con quest’altro, invece, si parla solo con chi vogliamo noi. Seguite questi semplici passi ed il gioco è fatto.
Fine!
Fatto questo, quando premete il tasto configurato parlerete soltanto con l’elenco delle persone che avete indicato. Purtroppo TeamSpeak non si ricorda l’elenco da una sessione all’altra, per cui ahimè ad ogni avvio dovete star lì a specificare di nuovo l’elenco di persone. Normalmente non è un problema, perchè ad ogni volo fatto in multiplayer i partecipanti saranno diversi da quelli della volta precedente, o sarà probabilmente diversa la gerarchia, per cui è un’operazione da fare comunque.
Domani pomeriggio, alle ore 13:30, sarò in Microsoft per partecipare ad un nuovo workshop UGIdotNET, il primo dopo un’infinità di tempo al quale parteciperò. Purtroppo sarò senza voce, per cui mi limiterò a salutare con la manina tutti gli amici che so per certo che troverò. Spero che le caramelline alla menta mi facciano calmare la tosse; vi tranquillizzo tutti, comunque: non sono infettivo, per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi. :-)
Sarà un’occasione per sentir parlare di Silverlight e di sentire qualche news su Blend e SketchFlow. Senza dimenticare la cena, ovviamente, che come mi ha detto Andrea qualche giorno fa, è la parte più interessante di tutta la giornata.
Quindi, domani, cari amici, ci si vede là!
Il 13 Novembre 2009 Enrico Gelpi, presidente ACI in carica presentati a Roma le statistiche sugli incidenti stradali avvenuti nel 2008. Vi butto lì qualche frase nel modo più preciso possibile: tenete presente che tutti i numeri citati qui sotto si riferiscono all’anno 2008
Piccola nota: queste statistiche che raffrontano l’anno 2000 con l’anno 2008 tengono conto di un altro importante parametro: che in 9 anni il parco veicolare in Italia è aumentato del 17,7%. Più precisamente, dal 2007 al 2008 il numero di veicoli è aumentato di solo l’1,7%.
Continuiamo.
Ultima tranche di numeri e statistiche
Buon weekend, che non è un invito sarcastico o chissà cosa. Buon weekend oggi significa guidate piano.
Fonte : “L’Automobile” – Rivista dei soci ACI – Gennaio 2010 – Pagine 4-9
C’era da immaginarselo. Dopo la delusione della nuova e peggiore versione del tool migwiz incluso dentro Windows 7 (ne ho parlato qui), ho provato a lanciare sotto Windows 7 la versione vecchia, quella inclusa dentro Vista.
Ho avuto qualche problema, perchè migwiz per Vista a 32bit non gira sotto Win7 a 64bit. E – come ben sappiamo – Virtual PC e Windows Virtual PC non supportano OS guest a 64bit (mi serviva una macchina virtuale per installare temporaneamente Vista). Ho quindi realizzato una vm con VirtualBox, che invece supporta sistemi operativi a 64bit. Dopo aver installato Vista dentro la vm, ho tirato fuori la cartella di migwiz, e ho provato ad eseguire il tool nel mio OS host, che è un Windows 7.
Niente da fare. Cerca diverse dll, che si trovano dentro C:\Windows\System32. Dovrei sovrascrivere dll di sistema – appartenenti a Windows 7 – con quelle di Windows Vista. Niente da fare: sarò scemo, ma non fino a questo punto. :-)
Quindi, morale: se lanciate migwiz in un sistema operativo Windows 7, non riuscite a fare le stesse cose che facevate invece dentro Windows Vista (nel mio caso: esportare SOLO le impostazioni di Office 2007).
Che soluzione vedo a questo problema? Sfruttare la macchina virtuale con dentro Vista, installare anche lì Office 2007, configuratelo ESATTAMENTE come lo volete voi (quindi aggiungere account, firme, impostazioni, regole dei messaggi, etc. etc.), poi eseguire migwiz dentro la macchina virtuale esportando tutte le impostazioni. A questo punto siete a posto: avete ottenuto il file .mig. E’ sufficiente usare (questa volta sì!) migwiz da Windows 7 ed importare il file .mig, per ritrovarvi il vostro Office 2007 configurato come avete fatto nella vm.
Da circa dieci giorni sono un felice detentore di un BlackBerry (BB) (aziendale!!!), con cui mi trovo devo dire abbastanza bene. Ho impostato un’ora di accensione e di spegnimento automatici, per rispettare i normali orari di ufficio. Con un piccolo problema, però. Ad ogni accensione, il BB mi chiede(va) continuamente il PIN della SIM Card. Normalmente non è un problema, però alle 8:30 (ora di accensione automatica) sono davanti al PC e non sto lì a guardare il display del telefono: lo vedo acceso, punto e stop, mi basta. Invece mi sono accorto che – giustamente – prima dell’inserimento del PIN il BB non cerca la rete cellulare, e quindi rimane in modalità SOS. Si inserisce il PIN ed il gioco è fatto.
Ho fatto un giro nelle opzioni, nelle opzioni di protezione e nelle opzioni avanzate, e alla fine grazie all’aiuto di una certa Alessandra, ho trovato la soluzione. Basta fare così:
Et violà, procedura completata!!!
Nel post precedente abbiamo introdotto l’utilizzo di TeamSpeak per la comunicazione vocale durante i voli in multiplayer. Abbiamo visto come collegarci ad un server, che differenza c’è tra la modalità Push-to-talk (PTT) e la modalità Voice Activation (VA).
Abbiamo inoltre visto cos’è un canale (channel) e come questo possa servire per “isolare” le comunicazioni, perchè le persone connesse sentono solo le comunicazioni che avvengono all’interno del canale in cui si trovano. In questo post descriveremo meglio quali scenari si possono creare, in base anche a quanti (e quali) piloti di sono connessi.
Modalità broadcasting (io verso tutti) L’abbiamo già detto. Quando ci si collega ad un server TeamSpeak, si entra di default nel canale chiamato Default (scusate il gioco di parole :-). Lo scenario graficamente appare come segue:
Spiegazione. Quello che vedete qui sopra è una porzione dell’aeroporto di Sestri Levante. L’aereo giallo è il nostro, quelli rossi sono altri aerei collegati con noi presso lo stesso server FSX, e tutti parcheggiati al loro posto. Ce n’è uno parcheggiato in acqua, dovuto a chissà cosa. Ok, supponiamo che tutti i piloti siano connessi allo stesso server TeamSpeak, e tutti nello stesso canale Default.
Premiamo CTRL per parlare (supponiamo di aver abilitato il PTT). Quello che accade è questo:
Morale: la nostra voce arriva a tutti gli altri. Escludo in questo frangente eventuali problemi hardware (del tipo…microfoni non funzionanti, configurazione errata, oppure casse spente degli altri PC :-). Questa è la modalità broadcasting più completa, dove un pilota parla contemporaneamente con tutti gli altri. Se siete in pochi (meno di 10 persone) può andare bene. Se siete in 5, ma c’è di mezzo un chiaccherone, o un inesperto che ogni 10 secondi chiede aiuto, o conferme di questo e quello, può essere un problema. Ma è probabilmente la più comoda e la più veloce da utilizzare.
Modalità broadcasting (io verso tutti quelli nel mio canale) Dal punto di vista pratico, fate esattamente la stessa cosa del punto precedente. Cosa cambia, allora? Cambia che prima vi siete spostati all’interno di un canale diverso da Default. Ecco lo scenario:
Spiegazione. Il rettangolo viola in basso a sinistra è un canale (contiene 2 aerei). Il parallelogramma arancione è un altro canale (contiene 4 aerei). Il quadrato verde è un altro canale ancora, ed è dove ci troviamo noi (contiene 3 aerei + il nostro). Premiamo CTRL per parlare (supponiamo di aver abilitato il PTT). Quello che accade è che la nostra voce arriva solo ai 3 aerei che si trovano nel nostro stesso canale. Gli altri non ci sentono. Questa configurazione è comoda se siete in tanti, e quindi non trovate mai lo spazio e il tempo giusto per inserirvi nelle comunicazioni in corso. Immaginate 20 o più persone connesse, e immaginate che vi troviate tutti nello stesso canale: probabilmente la “linea” risulterà sempre intasata.
Suddividendo i partecipanti in diversi canali è possibile suddividere anche le comunicazioni. Immaginate che ci sia un canale “Servizio di terra”, che comunica solo con gli aerei che devono rullare e chiedere le autorizzazioni per il decollo, ignorando completamente gli altri che magari sono già in volo. Immaginate un canale “Avvicinamento”, che invece gestisce esclusivamente il traffico dovuto gli aerei in avvicinamento, quindi che li mette in fila, che autorizza gli atterraggi, etc. etc. Questa modalità richiede due cose:
Porca miseria, che casino! Non preoccupatevi troppo, se avete fatto confusione con canali, servizi di terra, avvicinamento e quant’altro. Dipendentemente dall’ambiente e dagli amici con cui vi trovate, tutto potrebbe essere molto più semplice. Dieci piloti, ci si parla in broadcasting e via al decollo.
Se invece siete in trenta, allora le cose sono ben diverse e vi posso assicurare che vorrete a tutti i costi un qualcosa di più organizzato, come appunto torri di controllo, servizi che gestiscono gli avvicinamenti e i decolli, e così via. Se non fate questo, probabilmente vi ritroverete a mezzanotte a girare in tondo su un aeroporto austriaco, in attesa che l’unica torre di controllo vi faccia atterrare dopo un’intera fila di altri aerei in volo insieme a voi.
Nei prossimi appuntamenti approfondiremo maggiormente alcuni aspetti che abbiamo introdotto quest’oggi.
Precisazione sin da subito: vi rimando ai miei due post precedenti per sapere come creare una sessione di volo in multiplayer, e come collegarsi a quest’ultima da un’altra postazione. Ovviamente su entrambi i PC dovete avere installato FSX.
Nei due post precedenti sono stato ben attento nel dirvi di disattivare tutte le funzioni native di FSX riguardanti la comunicazione vocale. Perchè? Perchè noi di Piloti Virtuali Italiani preferiamo utilizzare un software esterno, TeamSpeak (in breve TS), che è prima di tutto freeware (e quindi liberamente scaricabile ed utilizzabile) e in secondo luogo dispone di caratteristiche comode e irrinunciabili per un’esperienza di volo on-line degna di questo nome. Ne parleremo a breve.
Introduzione Dunque, spero che tutti voi sappiate scaricare ed installare un software da Internet. Una volta che avete installato TS, avete bisogno essenzialmente di due cose:
Il server al punto (2) deve ovviamente essere lo stesso per tutti i piloti. Quindi, se avete 5 amici e volete volare volare assieme, dovete mettervi d’accordo su quando & dove ritrovarsi (martedì sera, ore 21:30, all’aeroporti di Bresso a Milano) e dire a quale server collegarsi. PVI dispone di un server TS dedicato, quindi quello è un assunto: avviamo TS e ci colleghiamo al nostro server, previa autenticazione.
Collegamento ad un server TeamSpeak La schermata iniziale di TeamSpeak è questa:
Per collegarsi, basta andare sul menù Connection e cliccare su Connect. Apparirà l’elenco di tutti i server che avete configurato. Se l’elenco è vuoto, dovrete ovviamente inserire il server, chiedendo le informazioni a chi di dovere (indirizzo IP, username, password, etc.).
Ho preferito nascondere l’indirizzo IP del server di Piloti Virtuali Italiani. Se è tutto ok, è sufficiente cliccare sul pulsante Connect ed il gioco è fatto.
Una volta collegati, quello che appare in TS dipende da come è configurato il server. Nell’esempio (reale) qui sopra, vedete diversi canali (“Channel”, seguendo la terminologia di TS): Default, Combat Gruppo Falchi, Combat Gruppo Folgore, Direttivo PVI, PVI Training. Ogni canale pò essere suddiviso in ulteriori sottocanali: ad esempio, il canale PVI Training contiene altri tre sottocanali (Training 1, Training 2 e Training 3). Di default, entrate nel canale Default. Facendo doppio-click su un altro canale, ci entrate. Più semplice di così si muore.
A questo punto potete parlare con il microfono. Importante: quando parlate al microfono, vi possono sentire solo le persone che sono nello stesso canale. Quindi, supponiamo ci siano 6 persone collegate, e noi siamo la settima. Supponiamo che tre di queste persone siano nel canale Training 1, mentre tutte le altre (quindi 4) sono rimaste nel canale Default, compresi noi. Quando parlate, la vostra voce arriva solo a tutti i presenti nel canale Default, mentre le altre non sentiranno nulla: questo può essere davvero comodo in particolari scenari di volo. Ne parleremo in seguito.
Configurare il microfono come “Push To Talk” o “Voice Activation” Arriviamo adesso ad un punto interessante. TeamSpeak può trasmettere la vostra voce in due modalità differenti: o premendo un tasto (Push To Talk) oppure quando viene rilevata una voce in ingresso (Voice Activation).
Io preferisco di gran lunga la prima modalità. E’ un po’ come parlare con il CB: quando volete parlare, premete un tasto a vostra scelta, parlate e poi rilasciate il tasto. Mentre state parlando, il vostro nome nell’elenco di TS appare evidenziato con un pallino verde illuminato, che di solito invece è spento.
Come si configurano le due possibili modalità di trasmissione della voce. E’ molto semplice. Basta andare sotto il menù Settings –> Sound Input/Output Settings. Apparirà la seguente schermata:
E’ sufficiente spostare l’opzione attiva su Push to talk oppure su Voice Activation. Nel primo caso bisogna poi premere il tasto Set per scegliere il tasto che deve abilitare il microfono: io ho messo il CTRL della tastiera. Nel secondo caso, invece, bisogna regolare il livello di volume oltre il quale il microfono viene automaticamente abilitato.
E’ comodo il pulsante Activate local test mode, grazie al quale potete testare il funzionamento del microfono. In pratica, parlate secondo l’impostazione attiva (PTT/VA), la trasmissione va e rimbalza indietro dal server TS, torna sul vostro PC e sentite la vostra voce. Se la vostra voce non torna indietro, qualcosa non va. :-)
Controindicazioni del “Voice Activation” Come dicevo prima, noi di Piloti Virtuali Italiani non utilizziamo questa modalità. Perchè? Credo sia facilmente immaginabile. Se avete l’attivazione automatica del microfono in base al volume rilevato, basta che un cane abbai, oppure che la televisione abbia un volume più alto, oppure basta esclamare qualcosa e il danno è fatto. Il microfono si attiva e trasmettete tutto agli altri! :-) Senza contare i normali rumori durante il volo, come il rombo dei motori, il tic-tac dei tasti sulla tastiera, etc. etc. Insomma, è MOLTO meglio avere un tasto da premere: più semplice e più comodo.
Quello che abbiamo configurato oggi permette di dialogare con tutti gli altri piloti connessi allo stesso server e nello stesso canale. E’ un po’ quella che io chiamo – magari impropriamente – modalità broadcasting, perchè ciascuno di noi parla con tutta la flotta. Se siamo in 10 piloti, può anche andare bene. Se nessuno sta parlando, potete farlo voi e qualcuno vi risponderà. Potete chiedere autorizzazioni al rullaggio/decollo, potete chiedere informazioni sulla rotta che state seguendo, o l’altitudine, quanto manca all’aeroporto, etc. etc.: tutto quello che volete (in realtà, dipende molto dalla severità con la quale state volando – se siete fra amici tutto va bene, se state volando su IVAO le cose sono ben diverse!).
Se la flotta è composta da un numero maggiore di aerei, allora bisogna organizzare meglio le cose, formando una specie di gerarchia.
Ne parleremo nel prossimo post, per oggi chiudiamo qua.
Da quando è iniziato il 2010 ho stabilito una nuova regola, che riguarda il mio modo di comportarmi con gli altri, con i familiari con i quali convivo fino al prossimo cambiamento e – ad esempio – con la televisione.
Non so quanti di voi siano d’accordo con me, ma nel mio stretto habitat quotidiano l’inquinamento acustico sta raggiungendo livelli intollerabili. Non mi riferisco a clacson di automobili, treni o roba del genere. Mi riferisco principalmente a due cose:
Le trasmissioni televisive, durante il pranzo e la cena, hanno SEMPRE un volume irregolare e scostante nel tempo: la pubblicità fa schizzare il volume a livelli che mi fanno letteralmente innervosire. Ho applicato questa soluzione: ho preso possesso del telecomando (quando posso) ed ho abbassato il volume medio del 20-30%. Adesso la pubblicità si sente normalmente, mentre per sentire le trasmissioni bisogna stare tutti zitti. Magnifico!
Il secondo punto, invece, è un po’ particolare. A seconda di quanti dialoghi si formano (siamo in quattro, calcolate voi le permutazioni possibili) il volume tende ad alzarsi, perchè ci si vuole scavalcare, come se quello che ciascuno sta dicendo è più importante di quello degli altri. Brutta situazione. Qualcuno dirà…è maleducazione!!!, ma io parlo per me: spesso non ci faccio nemmeno caso. Alzo la voce senza rendermene conto, perchè magari sto parlando con Omar di lavoro, e sento il casotto intorno a me aumentare senza controllo. Io ho un vocione (i miei ex-colleghi se lo ricordano benissimo), ma questo vocione l’ho in qualche modo ereditato, e quindi potete immaginare cosa succede.
Ho quindi inaugurato una parola magica, salvavita, che pronuncio per dichiararmi fuori dalla mia discussione corrente. Tre persone che parlano è meglio di quattro. E’ una parola magica, perchè alzo le mani in segno di resa (“così non si può andare avanti”), ed esclamo Salvavita!!. E’ una parola secca, veloce, piena di lettere ‘a’, che è una vocale aperta. E dopo mi sento liberato, libero da quella frenesia che prima mi obbligava a portare a termine il mio discorso.
Dopo abracadra, sim-sala-bim ed affini, quindi, imparate ad utilizzare anche Salvavita!!
Situazione iniziale:
Dunque, vedo di spiegarmi meglio. Quando installate Silverlight lo fate attraverso il file Silverlight.exe che avete scaricato dal sito ufficiale Microsoft. Dopo questo installer viene copiato dentro C:\Windows\Installer del vostro PC. Perchè? Perchè potrebbe servire successivamente, quando – ad esempio – volete disinstallare Silverlight, o quando – come è successo a me oggi pomeriggio – viene rilasciato un nuovo aggiornamento di Silverlight. Se avete cancellato (per sbaglio, volontà, stupidità, etc) questo file, o addirittura l’intera directory C:\Windows\Installer, siete fregati.
Windows Update già da ieri voleva installarmi la patch KB979202, un aggiornamento del 19 Gennaio scorso proprio riguardante Silverlight. Solo che non andava mai a buon fine. Nemmeno reinstallare da zero Silverlight serviva a qualcosa, perchè a metà strada l’installer mi chiedeva la posizione del file msi originale, che io non avevo più da nessuna parte sul mio hard-disk. Panico. L’ultima cosa che voglio è avere il mio PC con qualche malfunzionamento. :-)
Soluzione, c’è sempre una soluzione Tirare qualche parolaccia cruenta, perchè dà quella giusta carica per capire e trovare la soluzione.
Poi seguire i passi descritti a questo indirizzo. In breve: usate il tool Windows Install Clean Up per cancellare dal database di Windows Installer qualsiasi traccia di Silverlight, poi rimuovere dal registry qualsiasi traccia di Silverlight, poi cancellare manualmente la directory C:\Program Files (x86)\Microsoft Silverlight dal vostro PC.
Alla fine di tutto questo, ecco che magicamente l’installer scaricato dal sito riprende a funzionare: arriva fino in fondo senza problemi. E a questo punto anche la patch KB979202 viene installata tranquillamente.