[OT] del Venerdì (13)
Questo – lo confesso – prende spunto da una riflessione un po’ vecchia, e che arriva per certi versi anche da mio fratello. Ai primi di ottobre sono stato al centenario dell’aeroporto di Cameri, con Omar e con altri numerosi amici della community Piloti Virtuali Italiani. Cameri è un paese in provincia di Novara. Sulla via del ritorno, io e mio fratello ci siamo fermati all’Ikea di Trezzano sul Naviglio (MI), senza un motivo preciso, era domenica e volevamo dare un’occhiata intorno.
Cammina cammina, arriviamo in un’area espositiva interessante: praticamente, una riproduzione di un piccolo appartamento in – mi pare – soli 20 metri quadrati. C’era tutto il minimo indispensabile: un piccolo bagno con doccia, camera da letto, soggiorno, mini-libreria e una cucina. Era perfetta, davvero, e dimostrava che anche in uno spazio minuscolo in realtà possiamo arredare la casa dei nostri sogni.
Ma poi arriva l’osservazione di mio fratello, che a volte spiazza e tira fuori cose che io non penserei mai: manca lo spazio per le cose inutili.
Ok, adesso riflettiamo un attimo e pensiamo a casa nostra: quanto dello spazio di casa nostra è riservato a libri che non leggiamo più? Oppure a ripostigli bui e nascosti, mobili che usiamo una volta all’anno. Posti dove mettiamo cenfrusaglia vecchia, dalla quale non vogliamo separarci per pigrizia o per mancanza di tempo. Io – ad esempio – ho la fortuna di avere a disposizione una mansarda, e se dovessi farvi un elenco di tutte le cose contenute, non basterebbe lo spazio sul mio hard-disk. Robe veramente assurde: calendari di anni passati, libri scolastici (e persino quaderni e diari) che stanno ammuffendo, poster, cellulari e materiale elettronico/informatico dell’anteguerra, giocattoli di quando ero bambino, fumetti, scatoloni vari e qualcos’altro ancora: sto andando a memoria. Ho persino la Gazzetta dello Sport dell’ultimo Mondiale: chi l’ha mai guardata? Già in passato mi sono liberato di chili e chili di carta e di libri: dovrebbe essere un lavoro da fare ogni 6 mesi. Ogni tanto bisognerebbe restituire alla natura quello che le abbiamo strappato con la violenza anni fa. Mi piacerebbe parlare con un esperto del settore, per sapere quanti “alberi†abbiamo in casa con tutta la carta inutile che riceviamo e che compriamo. E – tornando al discorso iniziale – mi chiedo quanto sia giusto preventivare dello spazio in casa per le cose inutili. Non può essere completamente zero – come nella casa Ikea di prima – ma non possiamo nemmeno esagerare troppo: mi piace pensare che buttare le cose vecchie sia un modo di fare un passo avanti e di lasciarsi alle spalle un pezzo della nostra vita.
Ed infine ecco la domanda di oggi: se doveste liberarvi di 100 libri inutili, li portereste semplicemente alla discarica oppure trovereste il modo di regalarli a qualcuno? Pensate che l’ITIS possa volere libri di informatica, vecchi ed antiquati?
