[OT] del Venerdì (19)
Non so quanti di voi seguano su Rai Uno, prima del Tg1, il quiz di Carlo Conti “L’Eredità â€. Io lo faccio, e lo trovo piuttosto triste. Triste perchè è un quiz dove non interessa assolutamente trovare il concorrente più bravo, ma solo avere una faccia, un protagonista, un personaggio, insomma, da sbattere in prima serata, cercando di fargli vincere una montagna di soldi. I regolamenti di ogni singolo mini-quiz di cui è composta l’intera trasmissione sono studiati per decimare i concorrenti: si parte in 8 persone, e solo uno arriverà fino alla fine. E, come ho detto prima, spesso quella persona che arriva in finale non è la più brava, ma semplicemente una fra tante, quella che è sopravissuta alla decimazione, quella che ha sbagliato tutte le domande, ma ha azzeccato quella giusta che gli ha permesso di andare avanti. Odioso.
Ma poi ho allargato il giro. Non è solo L’Eredità che ha questo genere di approccio. Anche il gioco dei pacchi di Max Giusti (che fortunatamente la maggior parte delle volte evito alla grande) è studiato per avere un personaggio con cui intrattenere il pubblico. Questa persona non è un eroe, non è migliore di me, non ha nessuna particolare qualità : è lì e basta. Non c’è più meritocrazia nemmeno nei quiz, insomma. Nel 2010 tutte le trasmissioni televisive sono dominate da questo concetto: è come se avessero camuffato il casting, spostando questa fase (che prima era anteriore alla messa in onda) subito in diretta, senza alcuna preselezione. Questo è triste. Ed il tutto è molto più evidente con il Grande Fratello, e con tutti i reality dell’era moderna.
Come qualcuno di voi sa, ho un passato da giocatore di giochi di ruolo. Giocatore rompiscatole, probabilmente, perchè nelle sessioni di gioco a D&D cercavo di adattare le regole, di trovare bachi, di migliorarle secondo il mio personale punto di vista. Questa cosa mi viene naturale anche davanti alla TV, e quindi in certe occasioni mi è venuto da da dire…questo gioco sarebbe meglio che fosse così…questo gioco non rispetta la logica…questo gioco è totalmente sbagliato, il concorrente dovrebbe…ma poi ho pensato che ai manager della TV non interessa avere regole giuste ed eque. Interessa il marketing, il casting, il richiamare il maggior numero possibile di persone, e via dicendo.
Mi manca tanto Mike Bongiorno.
