Gen 5 / Igor Damiani

Il nome giusto per un software

Sono giunto alla conclusione che quando si pensa ad un nome di un prodotto software, è bene pensarci tenendo in considerazione due aspetti molto differenti fra loro: un nome interno ed un nome marketing.

Il nome interno, o codename che dir si voglia, impatta sui nomi con cui il team di sviluppo avrà a che fare: il Team Project sotto TFS, i namespace con cui avremo a che fare nel codice, i vari progetti .csproj che gestiremo con Visual Studio, la bacheca di Trello con cui mantenere le attività da fare, etc. etc. Questi sono nomi che magari non finiranno mai in pubblico, ma servono per dare il via al progetto vero e proprio dal punto di vista tecnico. Senza un codename adeguato, secondo me un progetto non ha un’identità precisa, rimane una cosa astratta e non si sa bene da dove partire. Rischia di naufragare o di partire con il piede sbagliato solo perchè mancano le basi tecniche su cui appoggiarsi per cominciare il lavoro effettivo.

Il nome marketing, d’altro canto, è decisamente più importante. Impatta per esempio sul nome del dominio web che ci servirà (ma non è detto che ci sia), sul nome dell’app che dovremo pubblicare sugli Store, magari comparirà sul logo, ed è ovviamente il nome che finirà sulla bocca di tutti quando il nostro prodotto software avrà successo (se mai ne avrà, ovviamente). Può essere il nome del nuovo grandioso portale che avete in mente, di un nuovo motore di ricerca, del vostro blog personale, di un’app, di una piattaforma musica con la quale vorrete sbarazzarvi di Spotify, oppure una libreria open-source che pubblicherete su GitHub. Di qualsiasi cosa si tratti, in ogni caso il nome è importante.

Qual è il più importante dei due? Credo il nome marketing, ma anche il codename non scherza. Un codename accattivante, secondo me, stimola enormemente il team, perchè un nome figo fa venir voglia di lavorarci e di partecipare in modo pro-attivo. Oltretutto, dall’idea alla prima realizzazione passa relativamente poco tempo, perchè il marketing può aspettare ed arrivare in un secondo momento. Un nome marketing giusto determina il successo o meno del vostro prodotto, e quindi è importante pensarci bene, ma proprio molto bene, di più ancora. Ed indipendentemente dagli sforzi che farete e dall’impegno che vi metterete, probabilmente tante persone alla fine vi chiederanno:
Come mai hai scelto proprio questo nome?”.

Sapete, questo è una domanda buffa.
Non è né irritante, né antipatica né fuori luogo.
E’ solo buffa.

Perchè indipendentemente dal nome che sceglierete, le persone vi faranno notare che è sbagliato, poteva essere scelto meglio. Se il nome scelto è in una lingua straniera (l’inglese?) lo tradurranno letteralmente nella loro lingua madre (l’italiano), e ne cercheranno il significato. Chissà perchè, però, nessuno si è mai preso la briga di tradurre e di capire nome come Twitter, Trello, Facebook, Spotify, Instagram, Slack, Steam, Chrome, FileZilla, Reflect, Netflix, Tortoise, Docker, Ninite, Chocolatey, Fiddler, Audacity, Rufus, etc. Molti di questi nomi un significato dietro le quinte ce l’avranno pure, ma razionalmente nessuno se lo è mai chiesto, perchè in fondo è giusto così. Un nome non deve significare nulla, deve essere solo bello da sentire.

Send to Kindle
Dic 30 / Igor Damiani

Docker Free ebook

Segnalo velocemente questo indirizzo dal quale potete scaricare un simpatico ebook in formato PDF di circa 60 pagine (4,69 Mb la dimensione del file) utilissimo per capire le basi dietro Docker.

Serve per entrare in contatto con i concetti base dietro lo sviluppo di applicazioni da “containerizzare” con Docker, quali strumenti dobbiamo utilizzare (da Visual Studio Code a tutti gli altri più o meno open-source), quali linguaggi dobbiamo apprendere (.NET Core, per esempio, rimanendo su tecnologie puramente Microsoft), ma soprattutto come cambia l’approccio. L’ebook tratta sia l’utilizzo con Visual Studio 2015 che con il nuovo 2017 (che ad oggi non è ancora in RTM). E la cosa interessante, per chiudere, è che Docker viene raccontato e sviscerato da diversi punti di vista: partendo da chi scrive il codice, fino ad arrivare al deploy in Continuous Delivery, etc. etc.

Visto che è gratuito, un’occasione da non perdere.

Il link è il seguente:

https://blogs.msdn.microsoft.com/cesardelatorre/2016/11/16/free-ebook-on-containerized-docker-application-lifecycle-with-microsoft-tools-and-platform/

Send to Kindle
Dic 29 / Igor Damiani

Chi avrebbe mai detto che

Sarei stato su un Intercity Notte, in partenza da Piacenza, diretto verso il Salento, verso Lecce, per passare il Capodanno 2016 con la mia Federica ed un gruppo di amici.

Chi mi conosce bene sa che odio viaggiare, ed infatti non ho pensato a nulla di questo viaggio se non quando si stava avvicinando davvero. Ho preparato i bagagli in fretta e furia, senza dimenticarmi nulla. Non trovavo la carrozza numero 4, che non stava tra la numero 3 e la numero 5 come ci si dovrebbe aspettare. Ho preso una stanza/cuccetta tutta per me, e devo dire che è piuttosto divertente. C’è un letto nel quale sto sdraiato senza problemi (se fosse un po’ più pulito sarebbe meglio), ci sono attaccapanni, spine per la corrente, un lavandino. Il controllore ti dà una bottiglietta d’acqua. E’ possibile regolare la temperature della stanzetta. Direi che c’è tutto il necessario per trascorrere una notte decente prima di arrivare dalla mia dolce metà e passare qualche giorno assieme.

Qualche giorno che non basta mai, purtroppo. L’amo, e l’amo sempre di più. Vorrei tanto, nel corso del 2017, dare una svolta a questa situazione di continui viaggi a cavallo tra il Nord ed il Sud, e viceversa. Volere è potere, e lo farò. Almeno questa è una promessa che faccio a me stesso, perchè me lo merito, e se lo merita anche lei. Non importa cosa dovrò fare o quali provvedimenti dovrò adottare, e nei confronti di chi. Ho 40 anni, come ho già scritto qualche giorno fa, ed è ora di darsi una svegliata, sempre tenendo ben presente il mio modo di essere, il mio sorriso e la mia capacità di allontanarmi dalle persone che non mi danno nulla di positivo e di sereno.

Il treno è partito con un’ora di ritardo circa da Piacenza, per cui mi aspetto – per logica – di arrivare a Lecce almeno con la stessa ora di ritardo. Vi farò sapere, se siete curiosi.

Auguro a tutti voi una fine tranquilla del 2016, ed un inizio spumeggiante del 2017.

Me lo merito io, ve lo meritate voi.

Send to Kindle
Dic 27 / Igor Damiani

Sul lavoro mi piaccio

Quest’anno a febbraio ho compiuto 40 anni; questo significa che è quasi 20 anni che lavoro. All’inizio come dipendente, poi per molti anni in partita iva, dal 2010 di nuovo come dipendente. Ho scritto software miei, che riuscivo a vendere con un discreto successo. Ho scritto software per conto terzi. Ho fatto consulenze lunghe pochi mesi, fino a diversi anni. Me ne sono sempre andato io, nessuno mi ha mai lasciato a casa di punto in bianco. Nel corso di tutti questi anni ho scritto un po’ di tutto: motori di ricerca dedicati al cinema, grandi portali con il vetusto ASP classic, gestionali, utility, software desktop di vario tipo, piccoli videogiochi didattici. Ho lavorato con tantissime tecnologie: più ne escono e più vorrei impararne, ma il tempo a disposizione è quello che è.

Beh, la volete sapere una cosa?
Mi piace come lavoro.

Mi piace perchè lavoro bene, nessuno si è mai lamentato di me. Mi piace perchè sono in grado di affrontare una riunione tecnica e non, di parlare in pubblico, di affrontare un progetto dal punto di vista tecnico, di affrontare un pre-sale, di tenere corsi con estremo successo.

Mi piace perchè non sono uno che stacca per forza alle 18, o alle 17:30. Mi piace perchè mi impegno sempre. Mi piace perchè ho le mie convinzioni, il mio modo di lavorare. Incontro e lavoro con persone davvero in gamba.

Mi piace perchè sono uno che odia arrivare in ritardo agli appuntamenti di lavoro, piuttosto mi alzo alle 5:30 del mattino per evitare traffico, nebbie, code in tangenziale. E credo che questa cosa della puntualità sia il mio punto di forza. Mi piace perchè negli ultimi anni sono nettamente migliorato come persona, professionalmente ed umanamente parlando.

Cosa c’è che non va, invece? Sarebbe meglio che me lo dicessero gli altri, suppongo. Forse esco ancora troppo poco dalla mia zona di comfort, anche se nel 2016 ho fatto del mio meglio ed ho affrontato situazioni per me particolari. Questo grazie alla mia azienda. Sento di dare il massimo, ma sono convinto di poter dare ancora di più, solo che a volte la sera arrivo stanco e preferisco staccare la spina e passare il tempo con chi amo davvero. D’altronde, si lavora per vivere, e non si vive per lavorare.

Il 2016 è stato un anno travagliato. Attentati, guerre, situazione politica che non mi piace affatto, tante persone che hanno lasciato un segno nella storia sono scomparse. Il mio 2016 personale è stato positivo, sebbene con tante difficoltà. Vediamo cosa mi riserva il 2017.

Send to Kindle
Dic 10 / Igor Damiani

Windows 10 : impostare una connessione Wifi come “connessione a consumo”

Con Windows 10 è possibile impostare una connessione come “a consumo”. Quando si è connessi ad una rete di questo tipo, Windows fa più attenzione al consumo della rete, appunto, evitando di scaricare aggiornamenti di Windows e soprattutto misurando il traffico di rete, così che possiate avere più controllo su ciò che inviate e ricevete dalla rete. Tra l’altro – piccola annotazione per i dev – quando sviluppate un’applicazione UWP potete chiedere al sistema operativo a quale tipo di connessione siete connessi, ed agire di conseguenza in un modo o nell’altro.

Usare Windows 10 in mobilità è sempre più frequente, e quindi se ci si connette tramite una chiavetta Internet, è importante bloccare troppi download gestiti dal sistema operativo.

Come si fa?

E’ molto semplice.

  1. Cliccate con il pulsante sinistro del mouse sull’icona del WiFi nella tray-bar di Windows 10
  2. Cliccate su “Impostazioni di Rete”, o “Network Settings” in inglese
  3. Cliccate su “Gestisci reti note

Comparirà l’elenco di tutte le reti WiFi che il vostro Windows 10 conosce.
Cercate nell’elenco quella che vi interessa e selezionatela. Cliccate su Proprietà.

Spostate l’interruttore “Imposta come connessione a consumo”, ed il gioco è fatto!

Send to Kindle
Dic 8 / Igor Damiani

Nebbia

Non puoi fotografare la nebbia.

Non puoi ritrarla, né disegnarla.

Non puoi catturarla per metterla in bottiglia.

Non puoi illuminarla, perchè rispedisce al mittente il tuo bagliore.

Non puoi quantificarla o pesarla.

Non puoi darle fuoco, né asciugarla.

Non puoi accarezzarla, né graffiarla.

Non puoi ignorarla fingendo che non esista.

Non puoi assaggiarla né annusarla per sentire che sapore o odore ha.

Non puoi affettarla con un coltello.

Non puoi metterla a fuoco.

Non puoi evitarla girandole attorno.

La nebbia può essere solo combattuta attraversandola da una parte all’altra.

Send to Kindle
Dic 5 / Igor Damiani

WPC 2016

Ah, che bei due giorni che sono stati! WPC 2016 ne durava tre (29-30 Novembre + 1 Dicembre), ma io ho potuto partecipare solo ai primi due per motivi lavorativi. Tra l’altro due giorni inseriti in un mese di novembre davvero impegnativo per me, con tante uscite dalla mia zona di comfort che mi hanno fatto crescere, professionalmente che umanamente.

Innanzitutto grazie a Brain-Sys per avermi permesso di partecipare, tra l’altro per la prima volta come speaker di un evento. Ed è stata davvero una cosa strana, perchè io sono uno di quelli che non ha mai partecipato come speaker ad un evento community, figurarsi ad una WPC. E’ stato bello indossare un microfono, avere tanta gente in sala ed avere la loro attenzione. Grazie ad Overnet Education, e grazie anche a quelli che hanno inserito la mia sessione in agenda. E’ stata una bella opportunità. Ho visto tante mani alzarsi quando ho fatto la domanda: “Chi di voi sviluppa con WPF sul Desktop?” – a dimostrazione del fatto che nonostante si parli tantissimo di web e di cloud – e ci mancherebbe – tantissimi sviluppatori ed aziende devono per forza di cose orientarsi verso la più tradizionale delle applicazioni desktop. E per fortuna, direi. E grazie anche ad Andrea Benedetti di Microsoft per avermi coinvolto come regista nel #mannequinchallenge! E’ stato divertente essere l’unico a potersi muovere in una sala gremita di gente, ho avuto la tentazione di andarmene via lasciandovi tutti freezati fino alla notte dei tempi! 😛

Sono stati giorni ricchi di chiaccherate, con i soliti amici senza i quali il tutto sarebbe decisamente più triste; ricchi di mangiate, aperitivi. Ricchi di fotografie, che poi ho pubblicato su Facebook. Grazie per avermi fatto sentire parte di un gruppo. Grazie delle risate ed il senso di appartenenza che mi avete trasmesso. Grazie per i consigli che mi sono stati dati.

Il destino ha voluto che la settimana prima di WPC, quella dal 21 al 25 novembre, fossi già presente presso il Centro Congressi di Assago per un corso su Universal Windows Platform, per cui ho potuto ambientarmi, ripassando nello stesso tempo gli argomenti della mia sessione.

E’ stato bello, ragazzi. Sono tornato a casa con tantissima energia, con tanta voglia di fare.
E da oggi si ricomincia con il solito tran-tran lavorativo quotidiano.

Send to Kindle
Nov 14 / Igor Damiani

Microsoft Connect 2016

Dopodomani, mercoledì 16 novembre, partirà Microsoft Connect, una conferenza Microsoft dedicata agli sviluppatori. Durerà tre giorni, e si terrà a New York. Sarà possibile seguire in streaming la keynote di apertura, che in Italia partirà alle ore 15:45. E’ sufficiente seguire il link qui sopra.

image

Purtroppo per motivi di lavoro non riuscirò ad essere presso la sede di Microsoft Italia per seguirla con gli altri amici, però farò il possibile per esserci virtualmente comunque, magari su Twitter. E non mancherò neppure alla cena, che sarà come al solito un’occasione per sbavare di fronte alle ultime novità (per esempio, è già trapelata la notizia che un noto IDE a noi tutti caro sarà disponibile per il mondo Mac).

Attendiamo impazienti e fiduciosi, insomma.

Send to Kindle
Ott 17 / Igor Damiani

Software WPF e pagamenti via PayPal

Oggi vi voglio raccontare una storia.

Qualcuno di voi lettori sa che ormai da anni faccio parte di Piloti Virtuali Italiani. E’ un’associazione italiana, senza scopo di lucro, che mira alla diffusione di cultura aeronautica in tutti i modi che riesce: attività online di vario tipo, corsi di volo virtuale tenuti da piloti ed ex-piloti, contest, partecipazione a fiere ed eventi correlati al volo, e molto altro ancora. Cosa utilizziamo? I nostri PC, con Microsoft Flight Simulator X (attualmente in vendita su Steam), X-Plane, Prepar 3D ed altri software minori (volo in elicottero, missioni spaziali, etc.).

Raccontata così sembra più che altro un videogioco, ma vi assicuro che la cosa è serissima: bisogna preparare il piano di volo, imbarcare il carburante giusto, dialogare con i controllori di volo in lingua inglese, seguire le stesse regole del volo reale per l’avvicinamento e l’atterraggio finale, gestire eventuali emergenze, controllare continuamente lo stato dei motori, le velocità, etc. etc. Come si può ben facilmente immaginare, io sono un po’ (insieme ad altre persone, non sono solo) il ramo informatico di PVI e come tale ho scritto un piccolo software, battezzato VivendoByte Fsx Logger, che è una sorta di scatola nera degli aerei simulati.

L’interfaccia è piuttosto semplice: uno Start per cominciare la registrazione del volo ed uno Stop per fermarlo. C’è dell’altro, ovviamente, ma sorvolerò. Questa applicazione WPF parla via P/Invoke con una DLL proprietaria di FSX (messa a disposizione da Microsoft stessa), oppure con un’altra DLL che è diventata lo standard di riferimento (FSUIPC.dll). In ogni secondo di volo vengono registrate diverse decine di parametri di volo (se siete interessati andate qui), che alla fine vengono impacchettati in un bel file zip protetto e spediti via WCF ad un server che si occupa di ricevere lo zip e di elaborarlo. Ogni volo viene promosso o bocciato, ottiene dei punti (in ottica social), generare statistiche, etc. etc. Ed è così che si ottengono pagine come questa che elenca i voli effettuati dai soci PVI o come questa che invece dettaglia il volo singolo. Flight Simulator X permette di scattare delle foto durante il volo: in tal caso il mio Fsx Logger se ne accorge, cattura i JPG generati, li include nel pacchetto e finiscono online. E si ottengono pagine come questa, che mostra le foto catturate durante un certo volo. Fsx Logger, lato client e lato server, fa tantissime cose, ma lo scopo del post non è quello di raccontarvele tutte. Sappiate – giusto per parlare – che si tratta di un sistema davvero molto ampio, che utilizza tantissime tecnologie:

  • Windows Presentation Foundation
  • Windows Communication Foundation
  • P/Invoke
  • ASP.NET MVC
  • Google Calendar, Google Maps, Facebook, Twitter
  • Varie app per Windows Phone (deprecata), Windows 8 / 10, etc.
  • Distribuzione via ClickOnce, setup completamente on-line
  • Altro che sicuramente mi sto dimenticando

E’ un software che è in produzione da diversi anni, non è su Azure, ma è hostato sullo stesso provider dove state leggendo il mio blog. Su Azure ho solamente posizionato tutto lo storage: i file zip, i log di volo, gli screenshot catturati occupano ad oggi circa 85GB di dati, accumulati dal 2009 circa (anno di prima pubblicazione) ad oggi. Nessun hosting provider è in grado di offrire uno spazio di storage di tali dimensioni, ma Azure sì, tra l’altro per pochi euro al mese.

VivendoByte Fsx Logger è gratuito per i soci di Piloti Virtuali Italiani – poco meno di 400 persone in tutta Italia e non solo, che ogni giorno volano virtualmente ogni giorno e pubblicano i loro log di volo sul sito. E’ anche in vendita per tutti gli altri.

Come ho implementato il sistema di pagamento? Sfruttando PayPal. Tramite questa pagina chiunque può procedere all’acquisto: a me arriva una mail di notifica e c’è una procedura automatica che crea l’utente e gli consente l’attivazione della licenza per utilizzarlo al 100%. E’ così che ogni tanto mi accorgo che viene acquistato da diverse parti del mondo, in UK, in Brasile, in diverse zone di Europa, addirittura presso alcuni dipartimenti universitari che trattano con il mondo del volo.

Recentemente ho tentato di replicare lo stesso modello di acquisto via PayPal in un’applicazione UWP, per scoprire che prima del 29 Giugno 2015 la cosa sarebbe stata possibile, oggi no. Dopo quella data, gli sviluppatori UWP devono far acquistare le licenze (ed in generale gli add-on delle app UWP) tramite le API Microsoft messe a disposizione proprio per questo scopo.

E come si fa? Ne parlerò in un prossimo post!

Send to Kindle
Ott 10 / Igor Damiani

Community Days 2016, un evento davvero grandioso

Giovedì e Venerdì scorso si sono svolti i Community Days 2016. Forse voi conoscevate l’evento come Future Decoded, ma non me ne frega nulla: nel mio cuore essi sono e rimarranno sempre i Community Days. E’ stata un’edizione particolare, per diverse ragioni. Inutile dire che come al solito mi sono divertito, ho imparato cose nuove, ho incontrato gente, etc. etc. Faccio un elenco punto per punto giusto per recensire questa edizione e per evidenziare cosa mi è piaciuto e cosa no.

Location : Voto 7,5
Spettacolare la location, il Palazzo del Ghiaccio a Milano. Avrebbe potuto prendere un voto molto più alto (intorno al 9) se non fossi morto congelato (il primo giorno di più, il secondo un po’ meno, ma solo perchè mi sono coperto più io). Location raggiungibilissima con i mezzi (treno o auto), senza particolari problemi. Procedure di registrazione perfette (ok, le ragazze non trovavano mai il mio nome: una mattina ero solo “Igor”, il giorno dopo ero “Liborio Igor”, non oso immaginare se ci fosse stato un terzo giorno, o un quarto – LOL).

Cuffiette e radioline : Voto 9,5
La struttura con i 6 teatri aperti, senza pareti delimitatorie fra di loro, mi aveva lasciato un po’ così così. Non sono un amante delle cuffiette, per cui l’idea di sentire gli speaker attraverso di esse, isolandomi dal mondo, mi faceva storcere il naso. Opinione totalmente cambiata dopo averle provate. Qualità dell’audio più che sufficiente. La possibilità di cambiare canale, e quindi la possibilità di switchare per un attimo su un altro teatro (per capire se la sessione fosse già cominciata, per esempio), poter seguire la sessione anche allontanandosi dal proprio posto (per sgranchirsi le gambe, per rispondere al telefono, etc.). Bellissimo, comodissimo, geniale, da ripetere.

Evento troppo markettaro : Falso
Parliamoci chiaro. Se i Community Days si fossero svolti come da tradizione in sede Microsoft, ci sarebbero state solo aule piene di tecnici. Qua no: banchetti dagli sponsor, device esposti, un gran via vai di gente (tecnici, commerciali, signorine, etc.). Troppo comodo e sempliciotto definire markettaro un evento del genere. A me è piaciuto così. E’ giusto ogni tanto uscire dalle proprie corde, uscire dalla solita gente che si incontra nei soliti eventi. Se volessi una cosa solo ed esclusivamente per nerd, andrei altrove.

Keynote del primo giorno : Voto 6
La vera nota dolente dell’evento. Nulla da togliere ai vari amici della community e di Microsoft che si sono succeduti sul palco (non faccio nomi per non dimenticare nessuno), ma veramente scarsi gli altri partecipanti. Compito della keynote – per me che sono un tecnico – è quello di dare una visione, di entusiasmare, di farti venir voglia di giocare con tutto ciò che è Microsoft. Purtroppo sul palco sono intervenuti anche personaggi dal mio punto di vista poco carismatici, ed onestamente ne ho risentito. Ritengo più che giusto che siano intervenuti – mi rendo conto che gli sponsor hanno permesso di pagare la baracca e quindi pretendono il loro spazio – ma sarebbe stato opportuno trovare speaker più accattivanti per la platea.

Keynote del secondo giorno : Voto 10
Potrei scrivere: Scott Guthrie, e potrei tranquillamente fermarmi qui. Personaggio incredibile, ha cominciato a parlare in un inglese comprensibilissimo, e per quasi 3 ore ha tenuto banco con tutte le incredibili feature di Azure. Mi sono sinceramente commosso – non so perchè – con il filmato dei datacenter di Azure. Boh, vai tu a capirlo. Senza nulla togliere a Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia, con il suo discorso veramente ad ampio respiro (tecnologia, Pil italiano, industria, digitalizzazione del paese, etc.).

Schermi : Voto 9,5
Avete presente i mega-schermi della sede Microsoft? Beh, molto meglio quelli che c’erano al Palazzo del Ghiaccio. Innanzitutto non sono un mosaico di tanti schermi piccolini, ma erano schermi giganti. Molto più leggibili, molto più luminosi. Una goduria. Spesso stavo lontano dal teatro della sessione vera e propria, tanto leggevo ugualmente e con le cuffiette non ero costretto a stare vicino.

Amici, community : Voto 9
Grazie a tutti gli amici con cui ho chiaccherato, parlato di cose serie e di cose divertenti. Grazie per le risate durante la cena. Grazie per le tante cose nuove che ho imparato. Grazie a chi mi ha parlato di XAML, di Xamarin Forms, di Desktop Bridge, di SQL Server. Grazie a Nazareno per il video su Forza Horizon 3 (poi ho scoperto che andavo puntualmente in testacoda perchè il primo pedale a sinistra era il freno a mano). Grazie ad Alessandro, Erica e Matteo per la collaborazione/realizzazione nei video DevInPills. Grazie a tutti, insomma. Grazie ai capi per avermi permesso di partecipare. Grazie ad Andrea per avermi concesso in extremis la registrazione. E scusate se non sono riuscito a partecipare alla seconda cena, quella più “soft” e rapida, ma altri impegni mi hanno trattenuto.

Alla prossima, ragazzi, è un onore conoscervi e partecipare ad eventi del genere!!!!!

Send to Kindle