Toner per stampanti laser

Siamo giunti nuovamente alla situazione, che si ripete puntualmente ogni “qualche anno”, secondo la quale conviene acquistare una stampante nuova rispetto all’acquisto di un toner originale.

A casa ho una stampante laser Samsung M2022W. Dovrei acquistare un toner nuovo originale (di quelli compatibili non mi sono mai fidato): su Amazon c’è giustamente un solo prodotto, che sarebbe questo. Costo : 48,06 euro. Peccato che la stampante stia andando un po’ fuori dai prodotti normalmente accessibili nelle catene (ad esempio Mediaworld), e quindi sarà sempre più difficile trovare il toner giusto non solo fisicamente nei negozi, ma probabilmente anche online. Sapete quanto costa il modello più recente Samsung? Il modello è il M2026W. Costo : 68,90. Certo, è comunque maggiore rispetto ai 48 di prima, ma se mettiamo sul piatto della bilancia la reperibilità dei materiali di consumo…forse conviene quest’ultimo, anche magari per avere driver più efficienti, ed un hardware più recente (magari anche compatibile con gli smartphone Android).

Voi che dite?

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Steam Controller, recensione personale

A Natale ho ricevuto un bel regalo geek da parte della mia ragazza che – conoscendomi ormai bene – sa quanto io ami svagarmi dal lavoro con qualche videogioco acquistato su Steam. Non ho mai avuto una console in vita mia, e per me giocare significa farlo prevalentemente con il PC. Già negli anni scorsi ho parlato di Steam, per cui se siete miei fedeli lettori sapete quanto io adori questa piattaforma di distribuzione di Valve (gli ideatori della serie di Half Life, per capirci).

Beh, insomma, la mia ragazza mi ha regalato lo Steam Controller.
Ed è stata una incredibile sorpresa.

Che cos’è? A cosa serve?
Sullo Store di Steam lo Steam Controller c’era da molto tempo e mi faceva venire l’acquolina in bocca, ma alla fine ho sempre rimandato l’acquisto (per risparmiare, per pigrizia, per un leggero dubbio che comunque imperversava nella mente). Ed ho sempre sbagliato, perchè funziona un gran bene con tantissimi videogiochi. Ma andiamo con calma.

Che cos’è lo Steam Controller? E’ banalmente un controller per PC, che funziona in modalità wired o wireless: il modello è unico, per cui non dovete scegliere uno o l’altro. Semplicemente acquistate lo Steam Controller e poi scegliete come usarlo. Nella scatola trovate il seguente materiale:

  • il controller, ovviamente
  • il dongle USB da inserire nel PC (foto qui sotto)

  • un cavetto USB –> Micro USB che ha due scopi: o usare il controller in modalità wired, oppure per collegare la base su cui poi collegare il dongle di cui sopra. Quest’ultima soluzione serve nel momento in cui non riusciate (o non vogliate) collegare direttamente il dongle al PC, per motivi di spazio o per entrare nel raggio dei 5 metri di portata

  • batterie, due foglietti di istruzioni, etc. etc.

L’utilizzo è molto semplice. Si inserisce il dongle al PC e si avvia Steam. Steam rileva immediatamente il nuovo controller. Non c’è bisogno di installare alcun driver o software.

Qui ci sono due cose da dire importanti: Windows non rileva il controller come un normalissimo controller da gioco; morale: potete utilizzare lo Steam Controller solo all’interno di giochi comprati e/o configurati all’interno di Steam. Poco male. Secondo: il controller funziona solo ed esclusivamente quando si entra nella modalità Big Picture. Può sembrare uno svantaggio, ma dopo un paio di giorni ho cambiato idea. Ne parlo fra poco.

A chi è rivolto? Serve a tutti?
Procediamo con calma. Ho appena detto che lo Steam Controller è utilizzabile solo ed esclusivamente nella modalità Big Picture. Di cosa si tratta? E’ una modalità che trasforma Steam dalla classica applicazione desktop per Windows ad una modalità entertainment da console, stile XBox o Playstation, per capirci. Steam gira in pieno schermo, ed è possibile navigare all’interno di tutte le funzioni Steam usando tastiera, mouse oppure lo Steam Controller. Qualche foto rende meglio l’idea.

Non direste che si tratta di un PC, vero? Andiamo oltre. Personalmente ho sempre snobbato la modalità Big Picture, invece in questi pochi giorni di relax mi sono dovuto ricredere. Al contrario di quanto accade con la tradizionale modalità desktop, la Big Picture è decisamente più accattivante. Con lo Steam Controller è possibile navigare tutte le sezioni di Steam: la libreria, lo store, la community, le recensioni dei giochi, il workshop, etc. E’ possibile entrare nelle impostazioni di Steam, impostare il controller in modo specifico per ciascun gioco installato (mappando tasti, sensibilità delle levette), e via dicendo.

Sotto tantissimi aspetti, ritengo che la modalità Big Picture di Steam sia molto più curata rispetto alla versione desktop che ho sempre utilizzato. E’ difficile spiegare il motivo così a parole. La versione desktop, per esempio, per esempio, presenta quattro sezioni distinte fra loro: Negozio, Libreria, Comunità ed un’ultima sezione dedicata al nostro account. Quando si entra in una sezione, le altre rimangono escluse. Nella modalità Big Picture, invece, si ha tutto a portata di mano. Esempio: per poter giocare, è necessario entrare nella pagina dedicata al gioco che ci interessa (funzione che non esiste nella modalità desktop), e da qui è possibile raggiungere i contenuti associati al gioco stesso: ultime news, recensioni, screenshot e video degli altri utenti. Il tutto a pochi clic di distanza, con lo Steam Controller o con il mouse.

Lo Steam Controller è adatto a tutti? Direi di sì, anche se rende il suo meglio quando si riesce a collegare il PC ad una televisione come faccio io. Perchè? Perchè Big Picture rende l’esperienza d’uso molto più immersiva e più adatto ad un uso da salotto. Non c’è nulla di male ad usare lo Steam Controller con un classico monitor da PC, sia chiaro, ma secondo me dà il suo meglio con una bella TV come sto facendo io.

Ok, parliamo del controller, adesso!
E’ giunto il momento di parlare del controller vero e proprio. Chiunque l’abbia pensato, ha fatto davvero un ottimo lavoro. Giocando con il PC, la combinazione migliore è sicuramente quella composta da tastiera + mouse, praticamente obbligatoria quando si gioca a sparatutto come CoD, Wolfstein, etc. etc. Con il mouse vi guardate attorno (mano destra), mentre con la tastiera camminate (tasti WASD) ed inviate comandi al vostro avatar (mano sinistra).

Lo Steam Controller cerca di portare questa esperienza d’uso all’interno di un controller. Innanzitutto ha tra aree di controllo principali che si comportano in modo diverso:

  1. il classico joystick analogico (quello al centro)
  2. il classico controllo a croce digitale per le quattro direzioni (quello più a sinistra). Bellissimo perchè funziona anche solo sfiorando la superficie del trackpad; in realtà supporta anche il click, ma onestamente non mi è ancora chiaro se si tratta di due azioni diverse. E’ comunque molto comodo perchè si può spostare il proprio personaggio evitando di utilizzare troppo (leggesi: sollecitare) il joystick analogico del punto (1)
  3. un innovativo touchpad, molto simile a quello già esistente sui notebook da parecchi anni (quello più a destra)

Quest’ultimo è leggermente concavo, lo si utilizza con il pollice destro, vibra leggermente al tocco per dare un feedback al giocatore, ed emula il comportamento del mouse. Lo utilizzate esattamente come un touchpad da portatile, solo che mentre quest’ultimo lo utilizzate un po’ come volete, quello dello Steam Controller lo utilizzate con il pollice per direzionare lo sguardo del vostro alter-ego all’interno del gioco. Con la mano sinistra vi muovete ed il gioco è fatto.

Chiaramente lo Steam Controller dispone di numerosi altri pulsanti: dai classici X, Y, A e B fino a quelli posti sul retro (tre per mano).

I pulsanti sul retro sono azionabili con indice e dito medio delle due mani, e possono essere configurati a piacimento, in base al gioco. Sul retro c’è anche l’alloggiamento per le due batterie AA necessarie per il funzionamento, che sono comprese nella confezione.

La versatilità del controller è eccezionale, il peso adeguato, e l’integrazione con la community è molto molto utile. Ciascuno di noi può crearsi una configurazione per lo Steam Controller specifica per un gioco, e salvarla sul cloud di Steam, in forma privata o pubblica. Se una configurazione è pubblica, allora è scaricabile ed utilizzabile da altri giocatori. In pratica non c’è più nemmeno lo sbattimento di doversi settare il controller: qualcuno l’ha già fatto probabilmente prima di noi. Spettacolare.

Lo Steam Controller è dotato poi di un pulsante Steam illuminato che serve per entrare in una modalità di editing del gioco corrente, per personalizzare il setup associato al gioco corrente e così via. Emette un suono quando si accende e si spegne. Dallo Steam Controller è possibile controllare anche il sistema operativo:

E’ possibile uscire da Steam, riavviare o spegnere il PC, eccetera. Davvero comodo.

Io lo utilizzo in modalità wireless; il dongle USB dista 3,5 metri dal divano su cui mi trovo, e non ha il minimo problema di ricezione. Ottimo. Il controller è molto ben supportato: in questi pochi giorni ho già ricevuto due aggiornamenti del firmware; ho il sospetto che abbiano diminuito l’intensità della vibrazione che il controller emette quando si utilizza il touchpad di destra.

E’ difficile da utilizzare? La risposta è dipende, è molto soggettiva. Se siete sempre stati abituati ad un controller da console, vi troverete incredibilmente bene. Se avete sempre giocato con il PC, come me, allora la curva di apprendimento/adozione sarà un po’ più ripida. In questi giorni sto passando il tempo con SOMA, un horror fantascientifico, il cui gameplay è prevalentemente basato su enigmi ed esplorazione di basi sottomarine. Zero combattimenti, insomma. E questo mi aiuta per impratichirmi un po’. Vedo molto difficile che andrò ad utilizzarlo con Call Of Duty o altri giochi FPS in soggettiva. Di sicuro va benissimo per giochi di strategia, RTS, RPG come Skyrim, eccetera.

Costo dello Steam Controller
Un ultimo appunto sul costo. Il controller costa 54,99 euro, al quale vanno aggiunte le spese di spedizione. La mia ragazza ha speso 12,30 euro di spedizione, per un totale quindi di 67,29 euro.

Se siete curiosi e volete vedere altre fotografie, consultate l’album fotografico che ho pubblicato su Flickr : https://www.flickr.com/photos/igordamiani/albums/72157663253065485.

Insomma, promosso a pieni voti!!!!

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Un Nokia Lumia 925 tutto per te, con il programma DVLUP di Nokia

Il programma DVLUP di Nokia è un’ottima iniziativa di Nokia che mette alla prova tutti i developer di Windows Phone, con una serie di sfide (challenge), che consistono per lo più nel pubblicare app entro una certa data limite, oppure semplicemente aggiornarle, soddisfacendo allo stesso tempo alcuni requisiti specifici di ogni particolare challenge. Il tutto per guadagnare experience points (XP); e tutto ciò mi riporta alla mia gioventù, quando giocavo di ruolo. Ci sono challenge riguardanti i giochi, per esempio, altre app generiche, oppure altre ancora che vi obbligano ad implementare determinate features: utilizzare le Nokia Maps, le Nokia Music API, oppure supportare tutti i tipi di tiles di Windows Phone. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, da chi è appena arrivato a sviluppare su questa piattaforma, a chi invece ha già un po’ di esperienza sulle spalle.

C’è una challenge molto interessante, ovvero questa, che vi segnalo in modo particolare.

In breve, se riuscite a pubblicare sullo store tre nuove app per Windows Phone ed altrettante per Windows 8 entro il 24 Dicembre prossimo, Nokia vi regalerà un bellissimo Nokia Lumia 925 (allo stato attuale probabilmente il mio smartphone preferito – potente come il 920, ma molto più elegante e leggero – uhm, adesso che ci penso, ci sarebbe anche il 1020).

Insomma, direi che è un’occasione da non lasciarsi scappare, che ne dite?

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Surface 2 ed il servizio di assistenza

Ebbene sì: senza indugiare troppo, ho aprofittato dell’offerta di Mediaworld per acquistare il nuovo Surface 2 con in bundle un Nokia Lumia 520, che ho ceduto a mia madre, che era ferma ad un vecchio Nokia con Symbian.


(immagine gentilmente presa da questo articolo)

Felice dell’acquisto io, molto, molto contenta mia madre, sia per il tablet di Microsoft che per lo smartphone di Nokia. Davvero: mia madre non è mai stata molto avvezza alla tecnologia, e vederla adesso ogni sera navigare su Internet oppure giocare con Surface, mi rende un pochino felice.

Ma come in tutte le migliori storie, anche qui abbiamo dovuto combattere un pochino, perchè a circa una settimana dall’acquisto, ho scoperto un dead pixel sullo schermo, nel quadrante in basso a destra. Prima ho tentato di risolvere il problema da solo, con qualche app scaricata dallo Store per tentare di risvegliare il pixel, ma chiaramente…nulla da fare. Sinceramente mi stavo intristendo, perchè so benissimo che per un pixel bruciato nessuno ti sostituisce il prodotto.

Nessuna, tranne Microsoft (ad essere onesti, qualcun’altra ce n’è: me l’hanno detto via Twitter, ma in questo momento non ricordo quali siano). Aggiungo: per sostituire un iPad con pixel bruciati, Apple vi dice che ne deve avere almeno 4. Questa cosa mi è stata detta da un tizio presso un Apple Store a Milano (ho chiesto apposta per evitare di scrivere cose inesatte), anche se poi, googlando, vedo versioni differenti su questa questione. Può essere benissimo che la politica delle varie case produttrici sia cambiata nel corso del tempo.

Ma torniamo a noi. Ecco bene o male ciò che ho fatto.

  1. Ho registrato Surface 2 sul sito http://www.microsoft.com/surface/it-it/support (chiaramente indicando il serial number del prodotto)
  2. Indicando di avere un “Problema con un dispositivo”, ho successivamente espresso di avere un “Problema dello schermo”. Qui ho descritto a parole mie il problema.
  3. Siccome in quel momento non sapevo che un pixel bruciato fosse sufficiente per la sostituzione in garanzia, ho richiesto una telefonata con un tecnico, perchè volevo togliermi il dubbio prima di fare qualsiasi altra cosa. Telefonata che praticamente arriva un secondo dopo aver cliccato “Invia” sul form Web. Quel click secondo me fa partire una telefonata da Microsoft verso il numero di telefono che avete indicato, in modo tale che la telefonata non sia a carico vostro.
  4. Parlo per 30 minuti buoni con Valeria, una ragazza cordiale, simpatica e soprattutto molto molto competente. Non appena gli do il mio Microsoft Account, si spaventa per tutte le subscription che ho attivato, di ogni tipo, sia da user che da developer. A parte questo, mi spiega la procedura da seguire, per filo e per segno.

In pratica mi spiega che Microsoft sostituisce il mio Surface 2 a costo zero, anche con un solo pixel bruciato sullo schermo. Tutto questo avviene il 12 Novembre scorso, martedì. Valeria apre una pratica di assistenza a nome mio: pochi minuti dopo aver chiuso la telefonata, via mail mi arriva un’etichetta elettronica per UPS, che dovrò attaccare sul pacco per spedire il Surface 2. Chiamo UPS per prenotare il ritiro, specificando di avere un’etichetta elettronica. IMPORTANTE: nel pacco devo mettere solo il tablet, senza alimentatori e senza usare la scatola originale. All’ora di pranzo del 13 Novembre, mercoledì, passa il corriere UPS e Surface 2 parte in assistenza. Eccezionale, davvero, tutto il meccanismo, perchè ho il tracking number della spedizione, per cui posso seguire passo passo dove si trova il mio Surface 2. Arriverà a destinazione (Olanda) due giorni dopo, il 15 Novembre, venerdì.

Il 18 Novembre, lunedì mattina, ore 8:30 circa, ricevo una mail di notifica da Microsoft, che mi dice, più o meno: ok, abbiamo ricevuto il tuo Surface 2, gli daremo un’occhiata entro i prossimi 2 giorni. Sempre lunedì mattina, due ore più tardi, ricevo un’altra mail da Microsoft, che più o meno mi dice: ok, abbiamo dato un’occhiata al tuo Surface 2, ti stiamo spedendo il nuovo Surface 2. Evidentemente, in Microsoft sono riusciti a comprimere 2 giorni in 2 ore: geniali. In questa mail è contenuto il tracking number della spedizione di ritorno. Figata. Ma non figata tanto per dire, perchè questo trattamento è rassicurante. Sì, rassicurante è la parola esatta.

Surface 2 arriva a casa mia il giorno dopo, 19 Novembre, martedì, nel tardissimo pomeriggio. Praticamente 5-6 giorni lavorativi in tutto. Chiaramente, è stato sostituito, e quello nuovo non ha più il pixel bruciato e funziona a meraviglia.

Esperienza eccezionale, insomma. Un servizio di assistenza semplicemente sublime, in ogni più piccolo dettaglio. Valeria gentilissima, paziente, con una bella voce squillante come piacciono a me, mi ha seguito nelle varie fasi; nell’arco di questi 5-6 giorni mi ha telefonato altre 2 volte per assicurarmi che l’avessi spedito, che fosse tornato, e che quello nuovo fosse ok. Siccome l’avevo informata del mio blog, le avevo promesso che avrei scritto un articolo su questa vicenda, come ho fatto in passato per altri casi che ho vissuto in prima persona.

Detto questo, qualche piccola considerazione:

  1. Microsoft dovrebbe occuparsi con lo stesso stile anche dell’assistenza su Windows Phone: darebbe la birra a tutti quanti
  2. Ci sono servizi di assistenza migliori, come Dell ad esempio, ma è in quel caso sono servizi a pagamento, e non di certo per un pubblico meramente consumer
  3. Apple, oggettivamente e probabilmente, fa meglio: grazie alla presenza degli Store un po’ ovunque, può sostituire un iPad danneggiato sul posto, senza spedizioni e relativi tempi di attesa. Ma un iPad costa decisamente di più (un Surface 2 con 32GB costa 439 euro; iPad Air WiFi con 32GB costa 569 euro – anche il Mini costa di più); inoltre, lo ribadisco, con un solo pixel bruciato Apple col cavolo che mi avrebbe sostituito l’iPad. E non venitemi a dire che iPad fa molto di più, perchè nel mio caso non è assolutamente vero. Grazie
  4. Complimenti al personale dell’assistenza: non so se sono stato fortunato io. Nel caso sia così, quando chiamate l’assistenza, chiedete espressamente di Valeria e siete in buone mani

Ottimo lavoro, insomma. Lo so, forse sono di parte e fan di Microsoft, come sono fan delle tastiere Logitech, di Steam, di Canon, di Mediaworld, di Amazon, di tanti altri brand che sono i miei preferiti quando devo fare un acquisto. E non ci vedo nulla di male. Se Microsoft continua a trattarmi come ha sempre fatto negli ultimi 15-20 anni, continuerà a vedermi come suo cliente ancora per molto tempo!

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La mia prova del Nokia Lumia 1020

Grazie a Nokia Italia sono riuscito a provare uno degli ultimi smartphone Windows Phone 8, il Lumia 1020 un vero gioiello di tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la fotocamera da 41 Megapixel (non è un errore di battitura, sono proprio 41!).

Ho ricevuto il telefono il 27 Settembre e l’ho restituito al mittente esattamente una settimana dopo, il 4 Ottobre: sette giorni in cui ho portato sempre con me il Lumia, scattando foto, twittando, giocando, ascoltando (poca) musica, facendo tutte le attività che era già abituato a fare con gli altri due smartphone Windows Phone in mio possesso: un (vecchio) HTC HD7 ed un Nokia Lumia 920 (aziendale).

In questa recensione non vi parlerò, per quanto possibile, del sistema operativo di Microsoft, per un semplice motivo: Windows Phone 8 gira allo stesso modo su tutti i Lumia. In questa recensione mi piacerebbe focalizzarmi su ciò che differenzia il Lumia 1020 da tutti gli altri Windows Phone 8 sul mercato (non solo quelli di Nokia, ma anche quelli di HTC e Samsung): quindi principalmente le differenze a livello di hardware.

Credo infatti che uno dei grandissimi vantaggi del mondo Windows Phone sia le differenziazione dell’hardware, in grado di coprire diverse fasce di prezzo: in base a ciò che si vuole fare e a ciò che ci si aspetta di voler fare, una persona può spendere il giusto e prendersi un Windows Phone “ritagliato su misura”. Ci sono Windows Phone con una fotocamera così così (senza flash, come il 520), ci sono quelli con più memoria, con display più piccoli e più grandi, quello più leggero o più pesante, quello con la batteria integrata, oppure no, e poi ci sono quelli con…

…una fotocamera davvero spettacolare!!!
Inutile negarlo. Il vero pezzo forte del Nokia Lumia 1020 è la fotocamera da 41 Megapixel.
Per poter gestire foto di questa dimensione, Nokia ha sviluppato un’applicazione specifica, Nokia Pro Cam. Windows Phone 8 permette di impostare quale app fotografica volete avviare quando tenete premuto il tasto della fotocamera, quindi è tutto molto istintivo. Siete in giro, vedete qualcosa di interessante, tenete premuto per 2 secondi il tasto fotocamera, inquadrate e scattate. Il Nokia Lumia 1020 in realtà scatta due fotografie: una a 5 Megapixel, l’altra a 41. La prima è quella che viene utilizzata per tutte le attività su Windows Phone (condivisione sui social network, per esempio); l’altra è visibile solo usando l’app Nokia Pro Cam, oppure collegando il telefono al PC. Usando Nokia Pro Cam, potete fare pan all’interno della fotografia, ritagliare porzioni di foto, zoomare, il tutto in modo molto fluido, e rendervi conto di ogni più piccolo dettaglio di ciò che avete inquadrato (e da qui il significato dell’hashtag #aworldofdetails usato su Twitter).

Fisicamente parlando, la fotocamera è ben visibile ovviamente sul retro dello smartphone, con un grande “occhio” (come l’ho battezzato io), che mi è piaciuto per diversi motivi. Innanzitutto è impossibile che si sporchi, perchè è stato costruito in modo da risultare ben protetto, evitando che prima o poi ci si infili un po’ di polvere. Esteticamente è molto bello a vedersi, e dà al Lumia 1020 una certa personalità (anche perchè è di colore nero, e spicca sui colori vivaci – il mio era giallo, per esempio). Inoltre, il fatto che l’occhio sporga in modo “smussato” dalla scocca del telefono, senza fastidiosi spigoli, aiuta in un certo qual modo la presa dello smartphone (come il 925, per capirci, ma la cosa qui è più marcata). E’ un po’ difficile da spiegare, e probabilmente dipende dalle dimensioni delle vostre mani: io mi sono trovato davvero comodo. Infine, piuttosto figoso il tick che si sente quando la fotocamera viene attivata.

Il flash ricorda molto quello delle reflex professionali: è davvero molto potente. Accanto al flash vero e proprio, accanto Nokia ha posizionato una luce led che si attiva su richiesta (agendo sulle impostazioni di Nokia Pro Cam), lampeggiando, per aiutare la messa a fuoco. Ottime, chiaramente, le foto anche al buio: il software installato su Windows Phone alza gli ISO – inevitabile la comparsa di artefatti, amen – ma la foto la fate, e pure bene. Molto, molto meglio di quanto possiate fare con un iPhone (su questo non voglio nemmeno discutere: qualche foto con iPhone in passato l’ho fatta, e vedendo quelle condivise dagli amici un’idea me la sono fatta). Dal punto di vista della qualità fotografica, l’intera gamma Lumia è decisamente sopra la concorrenza, e questo 1020 è l’apice. Ottimo lavoro, Nokia!!

30 grammi più leggero rispetto al Nokia Lumia 920
Il mio telefono aziendale è un Nokia Lumia 920. Il 1020 è più leggero del 920 di circa 30 grammi, che si sentono abbastanza. Mi piace, questa cosa. Non so esattamente da cosa dipenda questa differenza di peso (non credo proprio che dipenda dal wireless charging presente sul 920 di default), però si fa sentire positivamente. Ho sempre pensato che il 920 fosse un pochino troppo pesante. E’ anche un filino più sottile del 920. Anche da questo punto di vista, insomma, il Lumia 1020 mi ha convinto moltissimo.

Capienza della batteria: spettacolare!
Ora, prendete queste dichiarazione con le pinze. Penso che sia molto difficile giudicare in modo oggettivo la capienza di una batteria, perchè dipende molto da un certo numero di fattori, complicati da misurare. Mi spiego: ci sarà chi vi dice che la batteria di un Lumia dura un giorno, oppure 4 ore, oppure 2 giorni. Dipende da cosa fate con il vostro smartphone: quanto tenete lo schermo acceso, se avete attivato il 3G oppure no, se avete attivato Bluetooth o il WiFi, o il GPS, quanta musica ascoltate, quanto giocate e soprattutto quali giochi usate. Insomma, un gran casino. E quindi ognuno ha la sua percezione della durata della batteria, un po’ difficile da misurare in modo oggettivo.

Fatta questa premessa, trovo che il Lumia 1020 abbia una batteria impressionante, molto migliore del 920 (ho il 920 da fine agosto, quindi penso che la batteria integrata non si sia deteriorata granchè). Domenica 29 Settembre ero in fiera a Novegro (Milano), come espositore. Quel giorno ho staccato dalla corrente il Nokia Lumia 1020 alle 7:50 del mattino, e mi è durato fino alle 22:30 dello stesso giorno. Cosa ci ho fatto? Un mucchio di roba: ho scattato tante foto a 41MP, ho consultato moltissime volte Twitter con l’app Rowi, ho registrato tre video in HD (circa un paio di minuti l’uno), ho condiviso via NFC & Bluetooth uno di questi video e qualche foto, ho navigato, ho preso la posta, ho condiviso le foto su Twitter. Quel giorno non ho giocato, non ho ascoltato musica. Una cosa davvero incredibile! Il 920 molto probabilmente mi avrebbe richiesto una ricarica nel tardo pomeriggio. O magari, chissà, è solo una mia impressione.

Camera Grip
Nokia Italia mi ha mandato anche il Camera Grip, che è in pratica un “guscio” per il Nokia Lumia 1020, che trasforma lo smartphone in una vera e propria fotocamera. Al suo interno, il Camera Grip contiene una batteria aggiuntiva, da caricare separatemente: quando inserite il 1020, la batteria del Camera Grip ricarica lo smartphone.

Oltre a questo, il Camera Grip vi mette a disposizione un pulsante per la fotocamera decisamente più corposo ed a misura di dito; le dimensioni del guscio sono generose, e vi permettono di maneggiare il Lumia in modo più deciso, più “muscoloso”, senza preoccuparvi troppo pensando di aver fra le mani un costoso giocattolo hi-tech. Nella confezione del Camera Grip è incluso anche un laccetto da farvi passare intorno al polso per maggior sicurezza.

Sistema operativo: Windows Phone 8
Due righe veloci veloci sul sistema operativo, Windows Phone 8. Come dicevo all’inizio, il sistema operativo è in comune con qualsiasi altro smartphone. Quello che Nokia aggiunge – e dici poco – è tutta una serie di servizi: Nokia Maps, Nokia Drive (un navigatore che non richiede la connettività Internet, e che mette a disposizione un gran numero di mappe in tutto il mondo), più tutta una serie di app esclusive, che gli altri vendor si sognano. Sempre parlando del mondo Windows Phone, ero un fan dei prodotti HTC, ma di fronte a ciò che ha fatto Nokia, non vi è nient’altro che la resa incondizionata. Nokia ha e sta contribuendo alla crescita di Windows Phone, sotto tutti i punti di vista.

Per quello che mi riguarda, Windows Phone 8 è un ottimo sistema operativo. Veloce, fluido, pratico, semplice, assolutamente non complicato. Sento spesso parlare di amici con smartphone Android che si lamentano del fatto che quando si aggiungono foto, il telefono rallenta: questo – ve lo posso assicurare – con Windows Phone non accadrà mai. Che abbiate installato 5 app oppure 1000, un telefono Windows Phone non perderà mai lo smalto del primo giorno, e sogghigno sempre quando sento gli altri lamentarsi che “all’aumentare del numero delle app, o delle foto, o video”, il loro smartphone perde colpi, rallenta, si inchioda. Ed onestamente non ne capisco la ragione: francamente non mi interessa nemmeno approfondire. So che il mio Windows Phone non mi abbandonerà mai.

Ok, pare che sia una figata, ma la fregatura dov’è?
Nonostante mi abbia colpito in modo eccezionale, è giusto che vi segnali anche qualche piccolo dettaglio che mi ha fatto riflettere.

Innanzitutto, l’occhio della fotocamera, sebbene mi piaccia davvero molto, è sporgente rispetto alla scocca del telefono. Questo significa che quando lo mettete su una superficie piana, il Lumia 1020 non appoggia completamente in modo piatto sulla scocca: sta leggermente inclinato, e tende a ruotare se si tenta di interagire con il display (e lavorando qualche volta mi capita). Inoltre, mi preoccupa solamente il fatto che l’occhio, nel punto in cui tocca la superficie, alla lunga potrebbe rovinarsi un po’. Ma è solo una sensazione: bisognerebbe provare ad avere il 1020 per un tempo più lungo di una settimana, e magari a maltrattarlo un po’. Qui sopra ho messo una foto che spero illustri quello che ho cercato di spiegarvi a parole.

Un’altra piccola cosa è il Camera Grip, che non ha alcun problema quando deve essere innestato sul Lumia 1020. Invece dà qualche pensiero in più quando lo si deve staccare: gli agganci sono robusti e solidi, ed evitano che il telefono cada rovinosamento per terra. Ottimo, però alo stesso tempo richiede un bello sforzo per essere sganciato, e – insomma – si ha sempre un po’ paura, perchè si comincia a pensare che si stia manovrando nel modo sbagliato. Magari bisogna farci un po’ la mano – indubbiamente.

Ultimi consigli
Non fate l’errore, secondo me, di dire: “Prendo un Nokia Lumia 1020 perchè ha una fotocamera meravigliosa”. Considerate anche che ha più RAM rispetto al 920 ed ha un nero più nero (sempre paragonato al 920 – li ho accesi uno accanto all’altro, con lo schermo impostato alla stessa luminosità). E’ più leggero e maneggevole. Se non vi interessa il wireless charging del 920, puntate dritti al 1020, mettendo sulla bilancia anche il fattore economico. Ad oggi giustamente il 1020 costa di più, ma per quello che mi riguarda ha qualche marcia in più rispetto al 920.

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Lumia 1020 in prova per una settimana

Grazie all’iniziativa di Nokia Italia, che qualche settimana fa aveva pubblicato un tweet attraverso il suo canale ufficiale, riceverò tra qualche giorno un meraviglio Nokia Lumia 1020, un Windows Phone vero autentico gioiello di tecnologia, soprattutto grazie alla incredibile fotocamera da ben 41 Megapixel.

Ieri ho completato la parte burocratica di questa cosa, ed oggi ho ricevuto l’SMS che mi comunica che riceverò lo smartphone entro 48 ore. Spero che arrivi presto, spero che arrivi sano e salvo. Mi vedrete twittare e fare sfoggio di quello che può fare e non fare. Ed aspettatevi anche una bella recensione qui sul mio blog.

Switch To Lumia, Stay tuned.

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Se hai Windows Phone, comprerai un altro Windows Phone

Il 21 Ottobre 2010 – se ricordo bene, era il day zero – ho acquistato il primo Windows Phone della mia vita. Era un LG Optimus 7. Davvero un bel prodotto, pagato all’epoca ben 400 euro. Quell’LG poi è passato di mano: prima a mio fratello (io son passato ad un HTC HD7), poi a mio padre (quando mio fratello è passato a sua volta ad un Nokia Lumia 800).

Mio papà, classe ‘46, fa un utilizzo molto semplice del suo smartphone. Telefona, messaggia, utilizza poche app (in primis Endomondo, per tracciare i suoi allenamenti in bicicletta), scatta foto. Qualche volta apre Internet Explorer, dà un’occhiata a Facebook, e poco altro.

Questa mattina l’Optimus 7 ha smesso purtroppo di funzionare. Lo si accende, e rimane freezato sul logo LG. Sotto carica diventa bollente, e poi non fa più una piega. Senza battere ciglio, ho subito comprato un altro Windows Phone, più evoluto, un Nokia Lumia 520, che monta Windows Phone 8.

Voglio essere ferreo su un punto. Non comprerei mai per mio padre un iCoso, e nemmeno un robottino Android. Per un semplice fatto: per tranquillità. Se mio padre mi fa una qualsiasi domanda riguardante lo smartphone (come si toglie il volume, come si installa un’app, come si cambia lo sfondo, come si mandare un MMS, qualsiasi altra cosa vi venga in mente) un conto è rispondere parlando di un telefono che conosci bene, un altro conto è parlare di un telefono di cui invece non si conosce nulla, e quindi devi perderci su un po’ di tempo. Quindi per evitare di diventare pazzi ed imparare una nuova piattaforma, per rispondere ai suoi dubbi, ho preferito ancora Windows Phone.

Oltre a questo, ci sono altre cose da dire. Una volta che entri a far parte di una “ecosistema”, è difficile lasciarlo. Questo vale per Windows Phone e per iOS, Android non so ma non credo. Domani, quando a casa arriverà il Lumia 520, sarà estremamente semplice essere ancora produttivi. Basterà fare login con il Microsoft Account, ed automaticamente il tutto si sincronizzerà: rubrica, foto, SkyDrive. Tutti i contenuti appariranno come per magia sul nuovo telefono. Ve li ricordate i tempi in cui – cambiando telefono da una marca all’altra – bisognava impazzire per trasferire contatti e contenuti dal vecchio al nuovo? Spariti, grazie a due paroline magiche: cloud e Windows Phone.

Queste considerazioni qui sopra valgono anche per iOS, chiaramente. Il concetto è sempre quello: se fai parte di una piattaforma X, molto probabilmente ci resterai a lungo, perchè è molto più semplice muoversi all’interno della stessa, piuttosto che cambiare. E quindi perchè non iOS? Per un mucchio di ragioni. Mio padre utilizza Windows 8, e quindi tutti i contenuti sono sincronizzati. Windows Phone è molto più semplice e leggero, rispetto all’OS della mela: mio padre trova tutto il necessario, con la giusta semplicità e senza troppi sbattimenti.

Windows Phone è vincente, da questo punto di vista, ed inoltre non mi fa spendere come un iPhone, c’è più varietà di telefoni tra cui scegliere, etc. etc.

Chiudo il post con un piccolo aneddoto.

Mio padre, durante le sue ferie, ha utilizzato l’LG per scattare foto, della spiaggia, del campeggio, del cielo. Le solite cose, insomma. E’ tornato a casa da un paio di giorni, e questa mattina l’LG smette di funzionare. Era convintissimo di aver perso tutte le foto delle ultime settimane, se non tutte quelle della sua vita digitale. Aveva scattato alcune foto per poter vendere la sua roulotte, quindi una sorta di “album dedicato”, diciamo. Era un pochino disperato. Gli ho fatto fare un tentativo: “Papà, ” – gli ho detto – “vai a farti un giro su SkyDrive, non si sa mai. Se sei stato bravo, tutte le tue foto sono già finite online, sul tuo cloud, backuppate appena il tuo LG si è connesso alla WiFi di casa”. Era scettico, chiaramente, ma oggi pomeriggio quel tentativo l’ha fatto. Ha acceso il notebook che usava in vacanza, che è lo stesso che adesso è a casa, che monta Windows 8. Ha lanciato l’app SkyDrive, naviga un po’ nei folder, raggiunge il Rullino ed ecco per magia comparire tutte le sue foto. Tutte, non solo quelle delle ultime vacanze o della roulotte. Tutte tutte, tutte quante. Un enorme sorrisone è comparso sul suo volto. Nonostante l’LG abbia raggiunto la sua fine, così non è stato per le sue foto. Lui è felice e contento. Questo è il vero valore aggiunto del vivere all’interno di un ecosistema: un piccolo gruppo di sistemi operativi, di tool, di programmi, che collaborano per rendere la tua vita più semplice.

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Una missione lunga mesi: il mio nuovo PC desktop

E’ stata un’annata piuttosto intensa, per quanto riguarda il mio hardware. A Novembre ho preso un ultrabook di nuova generazione (Dell XPS 12), in casa mia girano nuovi smartphone, un nuovo tablet.

E due settimane fa è stata la volta di un nuovo PC desktop – che è decisamente l’hardware a cui tengo di più, per tutta una serie di motivi:

  • scelgo i componenti accuratamente
  • è il PC che utilizzo di più: per il lavoro (la società per cui lavoro, Brain-Sys, mi permette di lavorare da casa, quasi tutti i giorni), per il divertimento, per la simulazione di volo, etc. etc. E’ il PC che non deve mai smettere di funzionare!
  • l’assemblaggio: come si è capito, non sono il tipo che entra da Mediaworld o da altre catene ed escono con un PC nuovo (questa tattica va bene con un portatile, un mouse o un nuovo modem/router): a me il piace piace assemblarmelo da solo

L’ultimo upgrade risale all’estate 2009, quindi 4 anni fa. Direi un buon tempo, tutto sommato.

Perchè nel titolo parlo di una “missione lunga mesi”? Beh, perchè è circa da Natale che sono entrato nel mood dell’acquisto di un nuovo hardware: quindi accurate selezioni della mainboard, della CPU, della RAM (principalmente), ma anche un po’ di altre periferiche secondarie (SSD, per esempio, che è comunque una cosa acquistabile anche in un secondo momento). Ho cominciato a selezionare l’hardware, ed a tenere sott’occhio recensioni, siti e prezzi.

La missione si è conclusa con successo nella notte tra l’11 ed il 12 Luglio scorso.

E dal momento che viviamo in un’era molto social, vi riporto qui sotto anche i miei tweet, scritti durante il ritiro dei pezzi e durante l’assemblaggio. E’ stato divertente, tutto quanto: pianificare, ordinare, attendere, assemblare e vedere che poi tutto funziona! Sono sensazioni uniche, parlo sul serio, che solo chi ha questa passione può davvero capire fino in fondo.

Tweet 1 – Ritiro della Merce

Tweet 2 – Arrivo a casa, pronti all’assemblaggio

Tweet 3 – CPU e relativa ventola nuove installate

Tweet 4 – Installazione memoria RAM

Tweet 5 – La vecchia mainboard

Tweet 6 – Case pulito pulito, senza un filo di polvere

Tweet 7 – Nuova mainboard installata

Tweet 8 – ATI Radeon HD6870 (che già avevo)

Tweet 9 – Addio, cara vecchia Sound Blaster, e grazie

Tweet 10 – Il nuovo BIOS, o meglio UEFI

Tweet 11 – Installazione nuovo SSD

Tweet 12 – Ok, comincio a sentirmi a casa

E basta, direi che la carrellata dei tweet può chiudersi qua.

Aggiungo qualche nota di colore. Nonostante oggi io stesso preferisca affidarsi a negozi on-line (in primis Amazon, per capirci), ho preferito ancora una volta ordinare il tutto da Next, che ha diversi punti vendita a Milano ed hinterland. Sono bravi, cortesi, i prezzi non sono poi così malaccio; ed inoltre in caso di problemi so che c’è un negozio fisico in cui andare e riportare il pezzo difettoso. Oltre a questo, anche i tempi di consegna sono stati più che buoni: ho ordinato tutto l’8 Luglio, e nel tardo pomeriggio dell’11 era già arrivato tutto. C’è da dire che ho volutamente ordinato pezzi disponibili, o direttamente in Porta Romana, oppure negli altri punti vendita. Volendo risparmiare sulle spese di spedizione, ho deciso di farmi arrivare tutto nel loro negozio di Porta Romana a Milano. Quando mi è arrivata la mail di notifica dei pezzi arrivati, ho mollato tutto quanto e sono corso a ritirare i pezzi. Voglio ringraziare il buon Gabriele Gaggi (alias il mio capo), che non solo mi ha permesso questa fuga, ma mi ha concesso una giornata di ferie il giorno dopo per permettermi di assemblare tutto quanto senza fretta.

Passiamo alle cose più tecniche. Cosa ho comprato? Qual’è il mio nuovo desktop? Curiosoni! Cercherò di soddisfare la vostra curiosità, mi sembra giusto.

Mainboard
Gigabyte GA-Z77-D3H Z77 CrossFireX LucidVirtu Gen 3.0 4*DDR3 sk1155 Dvi/Vga/Hdmi ATX

CPU
Intel Core i7 3770 3.40GHz Cache 8MB Ivy Bridge LGA1155 BOX

Memoria RAM
Corsair 16GB Kit 2*8GB DDR3-1600 CMZ16GX3M2A1600C9 XMP serie Vengeance CAS9

SSD
Samsung SSD 250GB Serie 840 Sata III 540/250Mb/s 96K IOPS OEM

Ebbene sì, nonostante la mia grande riluttanza nei confronti degli SSD, alla fine no ho preso uno, aprofittando un’offerta di pochi giorni, proprio da Next. Oggi è il 23 Luglio, l’SSD funziona, ma rimango davvero molto scettico, sempre, faccio resistenza. Tutti mi dicono che anche i tradizionali HDD si rompono: ovviamente è così. Ciò nonostante, io ho HDD che funzionano da 4-5 anni, da 1TB, da 2TB, ed anche più piccoli. E funzionano perfettamente. Evidentemente ho fornitori migliori dei vostri, oppure – più realisticamente – ho alimentatori migliori, componentistica migliore della vostra, soprattutto in virtù del fatto che io parlo di PC desktop, e non di portatili, dove spesso e volentieri l’hardware è più integrato, e quindi più suscettibile a guasti. Non so, io parlo per la mia esperienza: voi continuate a fare e a credere come dite, io farò altrettanto.

Mainboard Gigabyte: un brand di cui mi fido, che ho già acquistato in passato, e che non cambierei con null’altro. Bios spettacolare, in 3D (ma non solo: c’è anche una modalità più classica). Scheda audio integrata (che uso – dopo anni ho abbandato Sound Blaster), scheda video integrata (che non uso – chiaramente – avendo una Radeon 6870).

Memoria RAM Corsair, molto performante, dedicata al gaming. 16GB totali, upgradibili a 32.

Il tutto è stato assemblato nella sera/notte tra l’11 ed il 12 Luglio. E’ stato divertente. Una cena a base di Fetta al Latte e di qualche bicchiere d’acqua, tanta tensione, molta attenzione. E tanta tanta soddisfazione dopo aver finito.

Caro PC desktop, per un altro upgrade ci rivediamo tra 4 anni circa!

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Il mio penultimo acquisto: Tastiera Gaming Logitech G510

Verso la fine di Giugno mi casca l’occhio su questa spendida tastiera Logitech, la G510, dedicata al gaming. Già da prima possedevo un’altra tastiera Logitech, la G11, un po’ vecchiotta, e che cominciava a far sentire la sua età (driver un po’ vecchiotti, tasto Shift destro che rimaneva incastrato, etc. etc.). Quando poi ho visto che la G510 è retroilluminata, potendo scegliere fino a 16 milioni di diverse tonalità di colore, ho capito di essermene innamorato e di volerla a tutti i costi. Vado su Amazon, un clic qua ed un clic là, l’ho ordinata al volo senza battere ciglio. Ricevuta in perfette condizioni il giorno dopo.

Dunque, cos’ha di speciale questa tastiera? Cosa è migliorato rispetto alla mia vecchia G11?
Cercherò di farvi un piccolo riassunto.

Innanzitutto, la G11 aveva una gran bella comodità: integrate nella tastiera c’erano due porte USB aggiuntive, comodissime per chiavette USB, un joystick, periferiche da collegare saltuariamente. La G510 perde questa funzionalità, ma ne aggiunge altre.

Entrambe le tastiere hanno i fantastici Tasti G, quelli che io chiamo i “Tasti del Piacere”! In pratica, son 18 tasti (da G1 a G18) completamente programmabili grazie al software Logitech che va installato. In realtà, le combinazioni gestibili sono 54 perchè è possibile switchare su 3 modalità differenti. Cosa è possibile assegnare a questi tasti G? Molte cose:

  • combinazioni di tasti (sequenze di stringhe, insomma, utili magari in qualche videogioco)
  • funzioni multimediali
  • collegamenti ad applicazioni installate (questa è la funzione che utilizzo più spesso: ad ogni tasto G ho associato le applicazioni che utilizzo più spesso, come Word, Paint.Net, Team Viewer, Outlook, Digsby, le cartelle più comuni sul PC che mi servono, Live Writer, etc. etc.). E’ davvero comodo, perchè mi basta premere il tasto G e mi si apre l’app associata, e dopo un po’ si va veramente d’istinto. Io ho associato al tasto G17 un template di una mail di Outlook: quando lo premo mi appare la finestra di una nuova mail, già precompilata con destinatario/oggetto, e che vado a scrivere di volta in volta
  • funzioni mouse
  • diverse altre cosucce

Questa funzionalità dei Tasti G, che è la mia preferita, è identica tra la G11 e la G510. Tra l’altro i profili che si programmano possono essere esportati/importati, per cui è molto rapido e semplice riprenderli in caso di formattazione. Entrambe sono retroilluminate, caratteristica che ormai reputo indispensabile per lavorare e per giocare. Ma con la G510 posso scegliere il colore che voglio, scelto tra una gamma assolutamente fantastica che comprende 16 milioni di colori. Pazzesco, fantastico!

La G510 ha due connettori separati per cuffie e microfono. Molto comodo, per me, soprattutto quando volo in rete. La G510 ha un display LCD monocromatico (non ricordo la risoluzione) su cui di default girano delle piccolo applet: orologio di sistema, prestazioni del sistema (mostra la memoria RAM occupata e la % di CPU che sta lavorando), e piccole altre cose. Sul Web si trovano poche altre applet, a dir la verità. Molto comoda per me è l’applet integrata in Team Speak 3.

Anche la G510 è completamente multimediale: ci sono tasti dedicati per fare play/stop di musica. Bella la rotellina per regolare il volume (la G11 aveva i classici tasti), mentre qui c’è proprio una rotella che dà la sensazione di aver a che fare con un aggeggio analogico.

Le dimensioni sono generose, quindi adatte ad una bella scrivania grande. E’ una full keyboard, c’è il tastierino numerico sulla destra, i Tasti G sulla sinistra, c’è lo schermo sulla parte superiore e la fascia appoggia-polsi sulla parte inferiore. Ci sono i tasti cursore, etc. etc. Ah piccola parentesi: c’è uno switch che disabilita a tasti Windows mentre si gioca, per evitare di attivare il Desktop mentre magari si è alle prese con un combattimento in Call Of Duty! La posizione dei tasti è simile alla G11: appena l’ho collegata e configurata, mi sono subito trovato a mio agio.

Insomma, totalmente promossa, la G510. L’unica pecca, lo ricordo, è l’assenza delle due porte USB, che in certe circostanze trovavo davvero utile. Diciamo che ne faccio a meno perchè ho altre porte a disposizione, però voi tenete presente questo particolare, perchè non si sa mai.

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Il mio ultimo acquisto: Dell XPS 12

Vi ricordate questo mio post del 29 Settembre scorso? Incredibilmente sono riuscito in un modo o nell’altro a smarcare tutti e tre gli acquisti, anche se devo confessarvi che sono stato abbondantemente aiutato da fonti esterne. Riassumendo:

  • sono entrato in possesso di un Asus Vivo RT, un tablet Windows RT con cui mi trovo molto molto bene, e che utilizzo per sviluppare app e durante il tempo libero. Bel prodotto!
  • sono entrato in possesso di un Nokia Lumia 920: questo grazie all’azienda in cui lavoro, Brain-Sys, che mi ha upgradato il cellulare aziendale, da un Blackberry Curve 9300 (che mi ha fedelmente accompagnato per circa tre anni) all’ultra-gioiello di casa Nokia. Veramente una bomba, nulla a che vedere con il mio vecchio Windows Phone 7
  • ho acquistato, e finalmente arriviamo all’oggetto in questione, un Dell XPS 12, l’ultrabook pronto a diventare tablet, per citare proprio Dell

Ma andiamo con calma. Il tutto comincia il 29 Ottobre scorso, con una breve chattata via GTalk con mio fratello:

La chattata fa avanti per pochi minuti.

In quel periodo stavo cercando un ultrabook Windows 8, per sostituire il mio vecchio Acer acquistato nell’estate 2009. Il mio obiettivo era avere un ultrabook Windows 8 (evitando proprio Acer, per il semplice fatto che dopo un anno di vita le batterie hanno una durata di circa 10 minuti), possibilmente convertibile in tablet. Non avevo particolari esigenze: non era obbligatorio avere un SSD piuttosto che un "più affidabile” HDD, non mi interessava avere 8 o 16GB di RAM, non avevo particolari esigenze sul display, sulla tastiera o cose simili. L’unica cosa che mi interessava era avere un ultrabook/tablet, schermo touch, Windows 8. Il primo periodo è stato deludente: prima di questo famigerato 29 Ottobre, ho passato qualche sabato a girovagare per i centri commerciali alla ricerca di un ultrabook, con scarsi risultati. Ne avevo parlato un pochino qua.

Tutto questo, ripeto, fino al 29 Ottobre, data della chattata qui sopra.

Di questo Dell XPS 12 mi sono innamorato fin dal primo momento. Era proprio quello che cercavo. Ultrabook con schermo touch ribaltabile per trasformarlo in tablet. Aggiungiamo: display Full-HD 1920×1080, 12 pollici, 2 porte USB 3.0, tastiera retroilluminata, disco SSD, leggero e maneggevole, prezzo competitivo (ma decisamente più alto rispetto a quanto ero abituato a spendere in passato per un portatile), etc. etc.

Ci penso un pochino e soprattutto grazie all’intervento di mio fratello, procedo all’ordine. Il sito Dell recita che i tempi di consegna sono di circa 6-8 giorni. Un pochino falso, diciamo, ma sopprassediamo. L’ordine parte il 31 Ottobre. Riceverò il Dell il 22 Novembre: tre settimane di attesa. Tra l’altro, il Dell arriva a casa mentre io sono in giro per lavoro, saltando da una trasferta all’altra (Valtellina, 3 giorni, per lavoro; Bologna, durante il weekend, per impegni personali; Cuneo, 4 giorni, di nuovo per lavoro).

Il primo impatto è spettacolare. Riassumendo: il Dell XPS 12 è una bomba. Veloce, leggero, ottimi materiali, schermo eccezionale, utilizzo sia in modalità ultrabook che in modalità tablet da goduria. Sulla modalità tablet aiuta moltissimo Windows 8, la cui interfaccia è decisamente la cosa giusta. Insomma, totalmente soddisfatto dell’acquisto!! Lo trovo lo strumento ideale sia per lavoro, sia per il tempo libero. Io lavoro per il 90% del mio tempo a casa, usando il desktop, ma poi la sera mi metto sul Dell, sia per altri impegni (app per Windows 8, la mia attività all’interno di Piloti Virtuali Italiani, etc. etc.), sia per qualche partitina. Chiaramente, puntualizzo, è un ultrabook, non un tablet puro, per cui il peso non lo rende agevole come un Asus Vivo RT o un iPad. Ma sono cose ben diverse, spero l’abbiate capito, questo.

Tutto questo fino al guasto delle porte USB!!

Sabato 8 Dicembre succede il patatrac! Per la cronaca: già risolto, grazie all’intervento veloce e tempestivo dell’assistenza Dell (bravissimi, eccezionali, vedere dopo).

Insieme al Dell, ho acquistato un MyPassword da 1TB con USB 3.0.

Questo chiaramente per sopperire all’SSD da 128GB, sufficiente per contenere Windows 8 e tutti gli strumenti con cui lavoro. Insomma, quel disco è il famigerato “disco dei dati”. Quel sabato infilo la porta USB nell’ultrabook ed il disco non viene rilevato. Il disco viene alimentato, vedo il led accendersi, ma non compare in Risorse del Computer. Insospettito, provo varie chiavette USB, periferiche varie. Nulla, il PC non rileva più nulla. Riavvio, faccio 10.000 prove e tentativi. Nulla, sembra non andare più. Non riesco nemmeno a fare il boot da USB, prova del fatto che Windows non c’entra niente con la questione. Tra l’altro vedo che la periferica “Intel USB 3.0 Extensible Host Controller” in “Gestione Dispositivi” è evidenziata con un punto esclamativo giallo: Windows non riesce ad attivare la periferica (codice errore 10). A questo punto comincia il weekend più deprimente degli ultimi tempi, e non vedo l’ora che arrivi lunedì per far intervenire l’assistenza Dell. Mio fratello, sopravvissuto un paio d’anni fa ad una Odissea con Dell, ha avuto l’oculatezza di inserire nell’ordine due voci importanti: l’assistenza 1 Yr ProSupport and Next Business Day On-Site Service, e soprattutto l’assistenza 1 Yr Accidental Damage Protection (danni non volontari, ma comunque causati dall’utente).

E qui arriviamo alla storia recente. Lunedì 10 Dicembre, alle 9 della mattina, chiamo l’assistenza, e faccio due telefonate. La prima è decisamente con un incompetente: mi chiede se il Dell XPS 12 è un desktop oppure un portatile, mi chiede se ha su Windows XP oppure Windows 7, si collega da remoto e cerca di reinstallare i driver dell’Intel USB 3.0 Extensible Host Controller. Non trova i driver, li deve chiedere al reparto ingegneristico. Cerco di spiegargli che comunque le porte USB non funzionano nemmeno da BIOS, perchè non riesco a fare il boot di Clonezilla, ad esempio. Niente, sembra non capire. Chiudiamo la telefonata con la promessa che mi avrebbe richiamato a breve con qualche news. Tutto questo avviene nella mattinata (ore 9:00 –> ore 10:00). Nel primo pomeriggio richiamo, con l’intento di essere un po’ più burbero. Il secondo interlocutore è più competente: spiego il problema e facciamo qualche tentativo un po’ più a basso livello (aggiornamento del BIOS, tentativi vari). Ma nulla, le porte USB continuano a non funzionare. Ma questa volta le cose accelerano: il tizio al telefono apre un intervento tecnico on-site per il giorno dopo: è prevista la sostituzione della scheda madre.

Martedì 11 Dicembre, all’ora di pranzo, arriva il tecnico. Un ragazzo giovane, dalla faccia che mi fanno pensare “questo è in gamba”. Gioco anche la carta psicologica: indosso una maglietta nera, con una bella scritta in verde: Microsoft. Giusto per mandare un messaggio subliminare: non stai parlando con un loser, so usare i computer da prima che tu nascessi (cit.), per cui non raccontarmi balle.

Ma il tizio è veramente in gamba. In dieci minuti apre l’ultrabook, usando tre cacciaviti diversi, rimuovendo circa 15 vitine. Lo tenevo d’occhio. Senza perdere un colpo, e senza battere ciglio, smonta la mainboard vecchia e sistema quella nuova. Velocemente, senza avere il minimo dubbio. Dico davvero. Rimonta tutto, accende il PC e tutto riprende a funzionare egregiamente. Mi dà dieci minuti di tempo per testare un po’. Inserisco il mio disco esterno MyPassword e funziona. Inserisco le mie chiavette USB e vengono rilevate. Dal momento che è stata sostituita la mainboard, controllo che il processore e la RAM siano le stesse, controllo lo schermo, mi faccio un giro. Ritorno a sorridere, il mio problema è stato risolto.

Detto questo, di tutto questo giro, sono comunque molto soddisfatto. L’XPS 12 è una gran bella macchina, l’assistenza Dell è eccezionale (un po’ meno al telefono, ma superlativa quando interviene).

Ultimi appunti finali

Nel momento in cui vi scrivo ho trovato questa recensione su questo Dell. Ve la segnalo perchè la trovo obiettiva e corretta. Ed ora vi lascio qualche appunto finale, con apprezzamenti e critiche costruttive.

  1. L’XPS 12 ha Bluetooth integrato: questo significa che potete utilizzare in abbinamento un Mouse Bluetooth senza mangiare una delle USB disponibili
  2. La tastiera non è ovviamente full. Quindi non avete tastierino numerico, per esempio, e per muovervi nel testo (home/end/pageup/pagedown) siete costretti ad usare la combinazione con Fn
  3. Occhio alla rotazione del display, che è figa ma è pericolosa allo stesso tempo. Mi spiego: quando uso il Dell XPS 12 come ultrabook e poi lo sollevo, per spostarmi, lo afferro in un modo tale per cui sblocco lo schermo (mano destra in prossimità della parte inferiore destra dello schermo). Per cui se non state attenti rischiate di tenere l’ultrabook con la cornice: meglio evitare. Ma in fondo basta farci l’abitudine!

Buon Dell XPS 12 a tutti, insomma!

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