19 Giugno, Genova Mobile Development

Il prossimo 19 Giugno (martedì), presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Genova, (ecco la mappa su Google Maps) si svolgerà un interessantissimo pomeriggio dedicato allo sviluppo su piattaforme mobile, dalle 14:00 fino alle 18 circa. Trovate maggiori informazioni sulla pagina dedicata all’evento. Gli argomenti previsti vanno dalle Progressive Web Apps, passando da Xamarin a Xamarin Forms, fino allo sviluppo nativo con Android Studio. Gli speaker sono di tutto rispetto (Raffaele Rialdi non ha bisogno di presentazioni, immagino…senza nulla togliere agli altri, ovviamente), quindi vale la pena ritagliarsi un po’ di tempo per stare al passo con le ultime evoluzioni in questo settore. Alcuni amici di community tratteranno anche argomenti più trasversali, come ad esempio sfruttare il cloud di Azure ed i Cognitive Services nell’ambito delle nostre applicazioni mobile, per avere il giusto apporto di intelligenza artificiale. La giornata è divisa in due track (main room & secondary room), per cui è possibile saltare da una stanza all’altra per seguire l’argomento più congeniale rispetto alle proprie necessità.

Il tutto è fortunatamente gratuito (non è così scontato, organizzare un evento ha sempre dei costi, di cui spesso non si ha consapevolezza); è sufficiente registrarsi per poter partecipare.

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Quando ero giovane…

Ieri durante WPC 2017 ho tenuto due sessioni:

  • 30 minuti appena dopo pranzo dedicati a Universal Windows Platform
  • un’intera giornata di workshop dedicata a Xamarin Forms, insieme a Gabriele Gaggi ed Ugo Lattanzi, durante la quale abbiamo sviluppato un’app mobile in stile Netflix

Ringrazio tutti coloro che mi hanno fermato per farmi i complimenti, relativamente alla competenza tecnica, alla simpatia o alla capacità di coinvolgimento.

Vi racconterò un mio piccolo punto di vista personale. Quando ero più giovane, ed ascoltavo le sessioni tenute dagli altri durante gli eventi community, quelle che mi piacevano di più erano quelle che potevo sfruttare il giorno dopo, quelle che mi davano tanta passione e tanta voglia.

E’ quello che cerco di fare io oggi, che tocca a me fare il relatore. Non mi interessa raccontarvi tutto quello che so nel tentativo di farmi bello, o di pavoneggiarmi nei confronti di chi mi sta a sentire. Mi interessa invece raccontarvi qualcosa che vi faccia sbavare dalla voglia di mettere mano al codice, di farvi sentire per qualche minuto in un mondo più grande e più figo, pieno di possibilità tutte da scoprire. Durante le mie sessioni tecniche voglio farvi divertire, perchè grazie al divertimento si impara di più e meglio.

Grazie a tutti!

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Proud member of Microsoft Geek Cafè

Da qualche settimana sono ufficialmente un membro del Microsoft Geek Cafè.
Di cosa si tratta?

E’ un’iniziativa di Microsoft Italia che mette in contatto fra loro tutti gli appassionati delle tecnologie Microsoft. Quindi se avete una XBOX, se avete amato gli smartphone Windows Phone, se credete che Windows sia il miglior sistema operativo mai creato, se avete tastiere/mouse/webcam targati Microsoft, se utilizzate Surface o Surface Pro tutti i giorni, e soprattutto se desiderate condividere con il mondo questa vostra passione, il Microsoft Geek Cafè è il posto giusto da frequentare.

Da qualche giorno ho ricevuto il Welcome Kit del Microsoft Geek Cafè, di cui ho postato una fotografia qui sopra. Una maglietta scelta da ciascuno di noi, una tazza ed un controller per XBOX e PC molto molto figo, capace di funzionare anche in modalità wireless via Bluetooth.

E poi, all’atto pratico, vi starete chiedendo, cosa comporta essere un membro di questo Geek Cafè? Beh, Microsoft fa testare a ciascuno di noi device di ultima generazione, magari appena arrivati sul mercato, come tablet, XBOX e diversi modelli di PC, laptop e convertibili. Parteciperemo ad eventi ed iniziative riservate. Siamo molto attivi sui social, grazie ai quali cerchiamo di portare le nostre idee e le nostre recensioni sui prodotti che testiamo e proviamo.

Onestamente penso che qualsiasi iniziativa ci porti a diffondere ed a far conoscere la qualità dei prodotti Microsoft aiuta, aiuta eccome. Non lasciamo che siano solo gli altri, con le loro campagne marketing, a dire la loro, ma anche noi dobbiamo dire la nostra.

Benvenuto Microsoft Geek Cafè!!!

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Visual Studio 2017 to the max: grazie!

Sabato 25 Marzo è stata la giornata del primo evento Visual Studio 2017 on the max, organizzata dalla nostra nuova community Visual Studio Tips & Tricks. Beh, è stata una bella giornata, ragazzi. Tante persone, alcuni amici di community, alcuni partecipanti ai miei corsi che sono venuti a trovarmi. Tanti complimenti distribuiti a tutti. Location direi perfetta, con un’ottima sala (un po’ troppo calda all’inizio, ma abbiamo rimediato, no?). Gli iscritti totali sono stati ufficialmente 114, i presenti effettivi poco meno di 80. Direi un ottimo risultato, per una community neonata, sorta come un’araba fenice dalle ceneri della mitica Visual Basic Tips & Tricks. Per me è stata una giornata speciale, perchè è stata la mia prima giornata da speaker in un contesto puramente community. Sarò fatto strano io, ma credo con tutto me stesso che arrivare a fare una sessione tecnica sia un punto di arrivo, un traguardo, ma allo stesso tempo un nuovo inizio di un mondo un po’ più grande.

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La mattinata è stata incentrata ovviamente su Visual Studio 2017; io in particolare, nei 45 minuti a mia disposizione, vi ho raccontato di tutte le novità riguardanti il mondo Universal Windows Platform. Ci saranno altre occasioni per parlarvi anche di altro: Windows Presentation Foundation, Xamarin Forms, Azure, .NET Core, e via via tutto ciò che ci chiederete di fare come community.

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Per ora un sentito grazie agli altri membri del team, a tutti voi che avete partecipato e che avete deciso di impegnare una vostra mezza giornata per venire ad ascoltarci. Ogni tanto è bello vedervi dal vivo!

Alla prossima!!!!

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Visual Studio Tips & Tricks : SI PARTE!!!

La nostra neonata community Visual Studio Tips & Tricks parte alla grande.

Il prossimo Sabato 25 Marzo, presso il Garda Hotel di Montichiari (Brescia), si terrà il nostro primo evento pubblico, Visual Studio 2017 to the max. Sarà una delle prime occasioni per vedere dal vivo la versione RTM del prossimo Visual Studio. Nel mio caso vi parlerò un pochino di Universal Windows Platform, mentre gli altri speaker tratteranno di IDE, Entity Framework Core e di Cognitive Services.

Trovate maggiori informazioni sulla news ufficiale pubblicata all’indirizzo http://www.visualstudiotips.net/view/ArticleId/35/Visual-Studio-to-the-max.

Chiaramente l’evento è totalmente gratuito!!! Partecipate!!!!

L’iscrizione si sono aperte questa mattina, abbiamo tanti posti ma chiaramente la quantità è limitata.

Non perdete tempo, iscrivetevi e veniteci a trovare!

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Nasce una nuova community: Visual Studio Tips & Tricks

Oggi, lunedì 20 febbraio 2017, abbiamo il piacere di annunciare la nascita di una nuova community tecnica chiamata Visual Studio Tips & Tricks.

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Il nome è certamente e volutamente evocativo, ma questa community non è assolutamente un’estensione di Visual Basic Tips & Tricks.

E’ una realtà totalmente nuova, autonoma e piena di freschezza, che ha lo scopo di divulgare conoscenza sulle tecnologie Microsoft per lo sviluppo di software ad ampio raggio, negli ambiti Mobile, Desktop, Cloud con l’ecosistema di Microsoft Visual Studio, inclusi Visual Studio Code e Visual Studio for Mac.

Ciò vuol dire che ci occuperemo massicciamente di cose come Xamarin, Azure, intelligenza artificiale, Visual Studio Code, Roslyn, .NET Core, di Universal Windows Platform, di DevOps e Visual Studio Team Services, dei linguaggi .NET senza distinzione e di tutto ciò che può ruotare allo sviluppo di software con gli strumenti della famiglia Visual Studio.

Siamo già abituati a trattare tutti questi argomenti ma serviva uno spazio più adeguato, per noi stessi e per gli utenti che hanno avuto “timore” ad avvicinarsi a un sito il cui nome è legato a un linguaggio storico ma il cui uso è statisticamente ben circostanziato.

Il Team di questa nuova community è composto da Alessandro Del Sole, Renato Marzaro, Laura La Manna, Antonio Catucci e Igor Damiani. Persone abbastanza note nel mondo delle community Microsoft per la loro grande passione non solo per la tecnologia ma anche per la condivisione della conoscenza e legate tra loro da amicizie durature.
Il sito Web di questa community offre, gratuitamente, un’Area Articoli che già contiene numerosi articoli tecnici pronti per voi su argomenti come Xamarin, UWP e C# 7. C’è inoltre un’area dedicata a forum tecnici organizzati per area tematica nei quali potremo porre i nostri quesiti e rispondere a domande degli altri utenti.

In cantiere ci sono anche diversi eventi che erogheremo in diverse città italiane in modo da poterci incontrare di persona e di condividere più da vicino la nostra passione con tutti voi.
Abbiamo inoltre creato un canale di community su YouTube dove pubblicheremo i nostri video tecnici e dove già ne trovate alcuni dedicati a Xamrin, Roslyn e Visual Studio for Mac.
Non potevamo inoltre mancare sui più diffusi social network, pertanto abbiamo creato:
•    una pagina Facebook su cui potrete seguire novità di community e dal mondo dello sviluppo;
•    un account su Twitter;
•    un profilo Instagram che useremo non solo per occasioni di community ma anche per darvi flash visivi su alcuni contenuti.
La community è appena nata, quindi sicuramente ci saranno molti aggiustamenti da fare col tempo ma saremo felici se vorrete darci i vostri feedback.
Da parte del sottoscritto, due parole su VB T&T: continuerà a vivere e sarà supportata. La velocità con cui si muove la tecnologia e la direzione presa dal mondo dello sviluppo, ad ogni modo, ci porterà ad investire la maggior parte delle risorse e del tempo sulla nuova Visual Studio Tips & Tricks. Un motivo in più per visitare il nuovo sito e seguirci.
Come sempre, qualunque comunità non ha senso se non c’è la partecipazione e l’aggregazione delle persone. Quindi, i vostri contributi come articoli, partecipazione nei forum o video formativi saranno più che benvenuti.

Vi aspettiamo!

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Il conato di vomito dei social network

I social network stanno fallendo su tutti i fronti. Lasciate che vi faccia un riassunto di tante piccole storielle, che probabilmente tutti voi avete sentito, oppure no.

Da una parte c’è il professor Roberto Burioni, che lotta tutti i giorni contro i movimenti anti-vaccinisti, con tutte le polemiche del caso. E’ di qualche giorno fa la notizia che un suo post su Facebook è stato bannato, probabilmente segnalato in massa da un gruppo di persone per i suoi contenuti. Facebook ovviamente non può mettersi a leggere tutti i post che vengono pubblicati ogni secondo, per cui va per numero: se un post viene segnalato da un po’ di persone, viene automaticamente rimosso. Pazzesco. Peccato che dopo un certo numero di post rimossi, probabilmente potrebbe venir bloccato l’intero account.

Da un’altra parte c’è l’inevitabile esito di ogni discussione sui social. Indipendentemente dall’argomento (referendum del 4 dicembre, l’ultimo film di Star Wars, la marca degli hard-disk che compriamo, una ricetta, un qualsiasi evento sportivo, etc.), inevitabilmente la discussione degenera, va oltre i propri confini, diventa quella che io definisco – anche nella mia vita privata – una gara di scherma. Dove devi stare attento a come ti muovi, sennò il tuo interlocutore ti tocca facendo punto, e tu a tua volta devi usare sarcasmo/sagacia/cattiveria per segnare il tuo punto. Bleah. La litigata avviene sempre, per argomenti futili ed argomenti più complessi. Ognuno crede di sapere la verità, compreso me. In base all’argomento, ognuno ha nel proprio passato inevitabilmente condotto la propria battaglia contro i suoi mulini a vento. Un redattore di The Games Machine è stato insultato per aver scritto un articolo contro la pirateria dei videogiochi. Io mi sono preso del razzista, dell’immaturo, dell’idiota, tra l’altro da persone che mai e poi mai si permetterebbero di dire quelle cose dal vivo. Quelle stesse persone, dal vivo, sono squisite, molto più intelligenti e preparate di me, verso le quali nutro sincero rispetto. E’ lo strumento social che le trasforma, così come trasforma me.

Altro? Ogni giorno, grazie ai social, ci sono vittime di cyberbullismo. E, per favore, non fate paragoni con il bullismo tradizionale che esisteva 25 o 30 anni fa. Una volta quando avevi a che fare con il bullo della tua scuola, era una faccenda tra te e lui. Il più delle volte, tra te ed un gruppo di bulli. Alla fine uno aveva la meglio, o la peggio, ma la cosa era comunque circoscritta. Oggi tutto viene ripreso in diretta, filmato, buttato su Whatsapp, su Facebook. E la vittima è segnata a vita. Ci sono storie recenti di ragazzi e ragazze che si sono suicidate, per ragioni di questo tipo. Se sottovalutate il cyberbullismo odierno al grido di “il bullismo c’è sempre stato” manifestate una certa ignoranza, e comunque un certo distacco dal mondo non solo giovanile di oggi.

Di nuovo: è notizia di qualche giorno fa che Twitter vuole dare la caccia e chiudere gli account fake. Tanti di questi account sono simpatici, divertenti, irriverenti. Ma non è semplicemente una cosa giusta che ci siano. Dietro all’anonimato si nascondono anche insidie e pericoli. Ci siamo costruiti (mi ci metto in mezzo) un mondo digitale basato sull’anonimato, che oggi però è più pericoloso che altro. No: se tu vuoi stare in Rete, devi farlo con il tuo nome & cognome. E’ finita la pacchia. Vi rendete sì o no conto che l’elezione di Trump – solo per citare un fatto recente – potrebbe essere stata favorita dalla diffusione di notizie fake populiste? Se non è pericolo questo…non riesco a capire cosa possa esserlo.

E facciamo un altro esempio. Conoscete tutti Charlie Hebdo, il noto periodico settimanale satirico francese, venuto un po’ alla ribalta per gli attentati del Gennaio 2015; il loro account Twitter è @Charlie_Hebdo_. Capita a volte che facciano vignette anche dedicate a qualche evento italiano (il recente terremoto, per esempio). Supponiamo che 1.000 italiani si mettano a segnalare a Twitter che quell’account vada chiuso perchè offende, è fuori luogo, è offensivo. Cosa fa Twitter? Probabilmente, ed automaticamente, chiuderebbe o sospenderebbe l’account, esattamente come ha fatto Facebook con il post del professor Burioni. Vi sembra corretto? Io una mia risposta ce l’ho, ma mi piacerebbe che anche voi ci pensaste un attimino.

Un altro gravissimo aspetto è che sempre più l’informazione giornalistica viene veicolata attraverso i social. Politica, attualità, scienza, medicina, tutto il resto. Un giorno, mentre ero in auto, su Radio 24 hanno detto che sempre più italiani utilizzano i social per informarsi. Ed è una cosa incredibile. Attenzione, faccio un mea-culpa: anche io ho utilizzato i social (Facebook) per fare informazione, nel mio piccolo. Questo per dire che non è colpa di qualcuno di preciso, è colpa di tutti, è colpa dell’andazzo delle cose, è colpa dell’invasività di questi strumenti. Da una parte c’è sì il grande vantaggio dell’enorme visibilità, ma dall’altra c’è la grande carenza di distinguere tra il vero ed il falso, c’è il problema delle discussioni, c’è tutto quello che ho descritto prima che non funziona. Ognuno di noi concepisce la partecipazione sui social in modo differente: c’è chi lo prende per un gioco, c’è chi lo prende per qualcosa di più serio. C’è chi lo utilizza come strumento di indignazione (della durata di 10 minuti), e c’è invece chi lo utilizza per le proprie campagne di sensibilizzazione.

Un problema insito nei social è che c’è una probabilità altissima di parlare con persone del tutto ignote, dall’altra parte d’Italia se non del mondo. Persone di cui non si conosce nulla: il contesto in cui vivono, che lavoro fanno, come ragionano, chi sono e chi non sono. E spesso ci si prende il diritto di giudicarle, di parlare con loro come se fossero vicini di casa, mentre in realtà non è affatto così. Per citare il mio amico Marco, socio di Piloti Virtuali ItalianiIl problema, Igor, è che fin dall’inizio dell’era social, da Intranet fino a Facebook, le persone non possono essere coscienti degli stati d’animo e del contesto in cui vivono le altre persone. Per cui è molto facile vedere in maniera negativa o offensiva una risposta, quando di tutto ciò, in realtà, non vi è traccia. Questo genera fraintendimenti incomprensibili da entrambe le parti. Quindi, il lato sociale prende punti da una parte per perderne dall’altra. Il futuro ci aiuterà… Oppure preferiremo regredire.“. Quoto totalmente questa osservazione.

Spesso sento che per migliorare le cose è sufficiente educare le persone. E’ sicuramente la strada più giusta, ma è anche la più utopica. E’ giusto che nel mondo ci siano persone colte e meno colte, persone che hanno voglia di imparare ed altre no, persone che hanno gusti, ambizioni, modi di fare talmente differenti che sarebbe assurdo costringerle ad essere educate. Sarebbe come chiedere a tutti di essere esperti in ogni cosa. No, cari miei. E’ lo strumento che è sbagliato. Uno strumento che mette sullo stesso piano un premio Nobel ed una persona normale come me non può funzionare. Può essere divertente, finchè è usato per scopi leggeri, ma in generale non funziona. Con i social è come se avessimo a che fare con migliaia, se non milioni di leader, e non credo sia una regola prevista dall’evoluzione della specie. Dovremmo prima metterci tutti d’accordo, concordando ad esempio con il fatto che i social vanno usati in modo leggero, ma non può funzionare, ovviamente.

Detto tutto questo, insomma, è anche giunto il momento, almeno per me, di riappropriarmi dei miei spazi. Per questo motivo ho ricominciato a scrivere sul blog. Perchè mi rilassa, perchè scrivo ciò che mi piace, diffondo ciò che so, nel limite delle mie competenze. E nessuno può decidere di bannare un mio post, mentre un social potrebbe farlo (ed in realtà nel mio caso l’ha fatto, visto che Facebook mi ha sospeso per qualche giorno senza una ragione valida). E il grande vantaggio di un blog è che è meritocratico. Scrivo cose giuste ed interessanti? Ho 1.000.000 di visitatori al giorno. Scrivo stupidaggini, scrivo male, scrivo cose fuori luogo? Avrò 17 visitatori al giorno. E’ giusto che sia così, porca miseria. Sono stufo marcio di un mondo digitale dove la massa ha sempre ragione. Sono un leader? Attirerò seguaci. Scrivo cose dementi, fuori luogo, razziste? E’ giusto che non venga seguito da nessuno. Direte voi: anche sui social succede così. Se questa è la risposta, ripartite a leggere questo post dall’inizio, perchè la risposta è lì. Tutti hanno diritto alla libertà di parola, quella non va negata a nessuno, ma la popolarità te la devi guadagnare, e dipende esclusivamente da ciò che dici. L’ubriacone al bar viene ascoltato da qualche avventore del bar stesso, ma viene bellamente ignorato. Sui social invece esiste un naturale effetto “cassa di risonanza” totalmente a sfavore della realtà, in balia della menzogna facile, urlata più o meno consapevolmente.

Sono giunto alla conclusione che non siamo fatti per dialogare gli uni con gli altri in una cerchia così grande. Dobbiamo modellare i social secondo le migliori convenzioni del mondo reale.

Io, per esempio:

  • non posso entrare in una sala operatoria e mettermi a dialogare di medicina con il chirurgo
  • non posso entrare in un CdA di una grande azienda ed arrogarmi il diritto di sapere come gestire l’azienda, al punto di consigliare o cazziare qua e là in base a quello che credo
  • non posso andare in diretta TV ad urlare le mie idee
  • non posso entrare in tantissimi palazzi pubblici (provincia, regione, altri governativi), semplicemente perchè non ho le credenziali per farlo

Perchè dovrei avere questi diritti sui social? Un mondo che permetta di dialogare a 360°, con la massima e totale libertà, è pura anarchia di comunicazione. Ed è quello che accade sui social.

  • potrei entrare in sala operatoria e dialogare con il chirurgo solo dopo la mia bella laurea di medicina, e dopo anni di apprendistato
  • potrei entrare in un CdA dopo aver ottenuto le giuste credenziali
  • potrei andare in diretta TV solo dopo aver dimostrato di aver qualcuno di giusto e corretto da dire
  • potrei entrare in Parlamento, per esempio, solo dopo essere stato eletto

Esempio sciocco: sono stato per 3 anni nel Direttivo di Piloti Virtuali Italiani. Sono stato ammesso perchè in un’assemblea tenutasi nel gennaio 2014, ho fatto un breve discorso in un hotel, davanti ai soci presenti (circa 80), spiegando quali sarebbero stati i miei scopi ed i miei obiettivi. Si è votato e sono entrato a far parte del Direttivo. Meritocrazia, insomma.

Paradossalmente, i social network che hanno più probabilità di rimanere puliti sono quelli non generalisti, dedicati ad uno scopo ben preciso. Ad esempio, LinkedIn penso che funzioni meglio, per due motivi: siamo meno, ma soprattutto chi frequenta quel social è un professionista, e quindi ci si ritrova fra pari grado. Forse l’idea che c’era dietro Google Plus non era malaccio, ma avendolo usato davvero poco, non posso esprimere un’idea precisa; ma l’idea di fondo di quel social erano le cerchie, che limitavano in qualche modo la visibilità di un post, facendo in modo che una certa discussione coinvolgesse le persone più giuste per quel tipo di argomento. Su Instagram si dialoga per lo più attraverso foto, al massimo qualche commento; e comunque anche qui qualche scandalo c’è stato. Ricordo, se non erro, Bonolis che andava in vacanza in qualche posto lussuoso, oppure Belen che bacia suo figlio in modo un po’ troppo…provocante? Ed anche in quel caso, via con insulti a go go.

Per favore, non paragonate una discussione reale con quella sui social. Quella sui social dura in modo indefinito, coinvolge decine o centinaia di persone, assume toni decisamente più accesi rispetto a quella dal vivo. Non c’è dubbio su questo. Ad una discussione social non viene mai staccata la spina, perchè chiunque può farla ripartire quando si accorge della sua esistenza, in diretta, il giorno dopo o dopo una settimana. E’ invasiva, non si molla mai. E la pressione sale.

La cosa drammatica, secondo me, è che il problema dei social non può essere risolto dai social stessi. Facebook non ha alcun interesse a rimediare ai suoi stessi problemi; a Facebook interessa fatturare, veicolare la pubblicità, raggiungere ogni giorno la quota del miliardo di utenti connessi contemporaneamente. Poco importa, a Facebook come a tutti gli altri, se i contenuti sono litigi, discussioni, minacce, notizie false. Anzi: più gente c’è, per loro, meglio è. Sarete d’accordo con me che così non può andare avanti. C’è bisogno di regole, di ripensare qualcosa.

Adesso, prima di lasciarvi ai vostri commenti, vi linko l’appello che Laura Boldrini (ovviamente insultata più e più volte sui social in modo estremamente sessista e volgare negli ultimi mesi/anni, sebbene sia una persona di cultura che ha lavorato per 25 anni all’ONU) ha rivolto a Facebook, guarda caso, per risolvere il problema.

Buon social a tutti.

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Una giornata dedicata a DevOps

Quando? Venerdì 10 Febbraio, tutta la giornata, dalle 9 alle 18.

Dove? Nella sede Microsoft di Roma, in Via Avignone 10.

Chi? Gli amici di DomusDotNet.

Maggiori informazioni? A questo indirizzo!

Ovviamente la giornata è gratuita. Ovviamente fino ad un certo punto, visto che organizzare e gestire giornate community di questo tipo non è mai semplice, richiede impegno & costi, perciò ringraziamo la community romana e partecipiamo numerosi.

All’indirizzo https://www.eventbrite.it/e/biglietti-devopswork-2017-30931208076?aff=es2 trovate l’agenda e l’abstract di ciascuna sessione. Si parlerà di Visual Studio Team Services, Docker, Git, Azure, e molto altro ancora.

Un ennesimo appuntamento da non perdere.
Iscriviamoci numerosi e partecipiamo!!!

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WPC 2016

Ah, che bei due giorni che sono stati! WPC 2016 ne durava tre (29-30 Novembre + 1 Dicembre), ma io ho potuto partecipare solo ai primi due per motivi lavorativi. Tra l’altro due giorni inseriti in un mese di novembre davvero impegnativo per me, con tante uscite dalla mia zona di comfort che mi hanno fatto crescere, professionalmente che umanamente.

Innanzitutto grazie a Brain-Sys per avermi permesso di partecipare, tra l’altro per la prima volta come speaker di un evento. Ed è stata davvero una cosa strana, perchè io sono uno di quelli che non ha mai partecipato come speaker ad un evento community, figurarsi ad una WPC. E’ stato bello indossare un microfono, avere tanta gente in sala ed avere la loro attenzione. Grazie ad Overnet Education, e grazie anche a quelli che hanno inserito la mia sessione in agenda. E’ stata una bella opportunità. Ho visto tante mani alzarsi quando ho fatto la domanda: “Chi di voi sviluppa con WPF sul Desktop?” – a dimostrazione del fatto che nonostante si parli tantissimo di web e di cloud – e ci mancherebbe – tantissimi sviluppatori ed aziende devono per forza di cose orientarsi verso la più tradizionale delle applicazioni desktop. E per fortuna, direi. E grazie anche ad Andrea Benedetti di Microsoft per avermi coinvolto come regista nel #mannequinchallenge! E’ stato divertente essere l’unico a potersi muovere in una sala gremita di gente, ho avuto la tentazione di andarmene via lasciandovi tutti freezati fino alla notte dei tempi! 😛

Sono stati giorni ricchi di chiaccherate, con i soliti amici senza i quali il tutto sarebbe decisamente più triste; ricchi di mangiate, aperitivi. Ricchi di fotografie, che poi ho pubblicato su Facebook. Grazie per avermi fatto sentire parte di un gruppo. Grazie delle risate ed il senso di appartenenza che mi avete trasmesso. Grazie per i consigli che mi sono stati dati.

Il destino ha voluto che la settimana prima di WPC, quella dal 21 al 25 novembre, fossi già presente presso il Centro Congressi di Assago per un corso su Universal Windows Platform, per cui ho potuto ambientarmi, ripassando nello stesso tempo gli argomenti della mia sessione.

E’ stato bello, ragazzi. Sono tornato a casa con tantissima energia, con tanta voglia di fare.
E da oggi si ricomincia con il solito tran-tran lavorativo quotidiano.

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