Corso C# avanzato in quel di Venezia? Terminato!

Un sentito grazie a Matteo, Marcomattia, Ivano, Paolo ed Enrico (rigorosamente da sinistra a destra nella foto qui sotto), per avermi pazientemente ascoltato per quattro giorni durante il mio corso su C# avanzato, da lunedì 27 a giovedì 30 di questa settimana. Di cosa abbiamo parlato? Di generics, eventi, delegate, LINQ, async & await, di un pezzetto di mondo di TPL, Reflection, e di molto altro ancora che qui non posso menzionare.

E’ molto molto bello avere avuto l’ennesima conferma del fatto che ci sono sviluppatori davvero tosti, in tutte le parti d’Italia; questa volta li ho incontrati nella provincia veneta. E’ stato un corso nel quale anche io ho imparato qualcosa, perché come è facile intuire quando si tiene un corso a gente tosta, anche quest’ultima è parte attiva e dà il suo contributo. Grazie ad Enrico (l’ultimo sulla destra nella foto) ho conosciuto per esempio Service Stack e CSLA, che vorrei approfondire – se il tempo me lo permetterà – in futuro.

Beh, insomma, ci siamo scattati una fotografia tutti assieme come ricordo, che mi fa piacere pubblicare qua sul mio blog, più che altro perché è uno degli ultimi corsi che tengo. Ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò a breve su queste stesse pagine.

P.S. : un “congratulazioni” ad Ivano P. che, nella serata di ieri, ha sostenuto e superato l’esame di certificazione su C#. Avanti così!!!!

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Visual Studio 15.8 alla ricerca della parentesi graffa (chiusa) mancante

Se dopo l’installazione della versione 15.8 di Visual Studio 2017 avete problemi ad inserire nel codice la parentesi graffa chiusa (“}”), effettivamente c’è un bug, del quale fortunatamente esiste già un workaround. Seguite questi passaggi:

  • Aprite Visual Studio 2017
  • Andate nel menù Tools –> Options
  • Andate nella sezione Envinronment –> Keyboard
  • Nella casella di ricerca indicata da “Show commands containing” digitate “Edit.ExpandSelectiontoContainingBlock”
  • Vedrete che c’è la combinazione di tasti Ctrl+Shift+Alt+=
  • Cliccate sul pulsante Remove e confermate su OK per chiudere la finestra di dialogo

Et voilà, il problema è risolto. Ovviamente ci si attende che Microsoft risolva questa piccola svista con i prossimi rilasci.

Un ringraziamento a questi due tweet di Matteo Pagani e di Alessio Iafrate, che mi hanno permesso di trovare la soluzione.

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Il silenzio sui social

Ci sono regole non scritte grazie alle quali il mondo si regge. Sono le regole del buonsenso. Ma affinchè queste regole continuino a funzionare, è necessario che esse vengano costantemente rispettate e seguite da tutti. E’ sufficiente che una sola persona evada da questa visione per far saltare gli schemi. Immaginate un autista contromano, oppure qualcuno che continua a suonare all’impazzata i citofoni della palazzina dove vivete, volumi delle radio e delle TV al massimo livello, uno che salta la fila alle poste, e così via. Sarebbe l’anarchia, no?

Una di queste regole è quella che riguarda il silenzio sui social. E’ di pochi giorni fa il dramma che ha colpito la città di Genova, con il crollo del ponte Morandi, che ha purtroppo causato la morte di decine di persone, con feriti, sfollati, eccetera eccetera. Sui social ovviamente si è scatenata la bagarre, a torto o a ragione. Discussioni infinite sulle cause, su chi doveva intervenire, sui selfie dei vari personaggi politici che hanno partecipato ai funerali di stato, sugli allarmi inascoltati lanciati negli anni precedenti, sui fischi a quelli del PD & sugli applausi a quelli dell’attuale maggioranza. E, si sa, come sempre sui social ogni cosa è amplificata ed esasperata.

Ho visto anche qualche amico invocare un po’ di silenzio, nel segno del rispetto verso chi ha perso la vita e verso i loro familiari. Io personalmente sono anche d’accordo, ma come dicevo all’inizio, è necessario che questo silenzio sia rispettato da tutti, altrimenti il meccanismo non sta in piedi, ma proprio per niente. Non trovo corretto aprire il proprio profilo Facebook e vedere un elenco infinito di post e condivisioni che rappresentano solo una parte dell’opinione pubblica, a maggior ragione che non rappresenta il mio. Secondo me, stiamo vivendo un’epoca nella quale ciascuna deve fare la sua parte, esprimendo la propria idea ed opinione. Per dirla diversamente: immaginatevi di aprire Facebook e di trovare un elenco spropositato di sciocchezze e fake news (alcune oggettive, altre meno). Come reagireste? Non vi verrebbe voglia di gridare la vostra verità? Credo proprio di sì. Anche perchè il risultato di un eventuale vostro non agire, sarebbe ancora più disastroso: tutte le notizie che circolano sui social sarebbero di parte, non vi rappresentano. Dal mio punto di vista è come leggere continuamente che 1+1 fa 3. No, c’è qualcosa che non va.

Tra l’altro, ritengo che il silenzio sui social per certi versi non debba esistere. D’altronde, nei bar e nei luoghi pubblici le persone hanno sempre parlato tra di loro, anche di fronte a fatti di cronaca, per cui perchè questo non deve avvenire anche sui social? Semmai la cosa difficile è parlarsi e confrontarsi con educazione, garbo e rispetto l’uno dell’altro. Purtroppo i social ad oggi banalizzano molto il dialogo (per la serie: se non sei con me, allora sei contro di me), e lo rendono aspro, duro e violento. Chissà, magari un giorno questo atteggiamento svanirà, ma è molto più probabile che i social così come li conosciamo oggi spariranno, soppiantati da altre forme di comunicazione digitali.

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