Technology Experience (Reborn 3)

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  • Questo blog nasce dalle ceneri del mio blog tecnico su UGIdotNET. In questo blog voglio raccontare la mia vita, ovvero quello che non mi sento più di raccontare da nessun'altra parte. Non sono solo un programmatore, dannazione: sono una persona che ha una terribile passione per il proprio lavoro. Ma anche passione per la vita, per le donne, per la birra, per la mia Fiat 500, per il sole ed il mare, per la scrittura, per qualche risata con gli amici, per i sentimenti. Qua troverete tutto questo: buona lettura!.

    23/04/2007,
    Sant'Angelo Lodigiano

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Come misurare la 'seniority' nel nostro lavoro?

La domanda del titolo nasce da una riflessione fra me e qualcuno dei miei colleghi. Solitamente si pensa che un programmatore comincia a lavorare, passano gli anni, accumula esperienza e poi in qualche modo il suo lavoro deve evolvere: c'è chi diventa PM, chi diventa architetto software, c'è chi diventa qualcos'altro ancora...docente, scrittore, etc. etc. Solitamente - ma magari è una mia impressione - si pensa che un programmatore che continua a fare il programmatore per 10 anni sia un cattivo programmatore, perchè non è mai "cresciuto".

La sapete l'ultima? Non sono d'accordo.

Dopo 10 anni di lavoro, un falegname rimane sempre e comunque un falegname, ma l'esperienza accumulata nel corso degli anni lo hanno reso un programmatore migliore. Stessa cosa per un programmatore. A me piace programmare, ho 31 anni e ho cominciato seriamente a programmare quando ne avevo 18: 13 anni di lavoro. Sono tanti, ma il mio lavoro mi piace e non vorrei essere nient'altro che un programmatore bravo. Non voglio evolvere: non voglio diventare PM, nè architetto, nè nient'altro. A me piace veder nascere il codice dalle mie dita.

Secondo me, la seniority dovrebbe essere misurata con il tempo, come di solito si fa, ma non vorrei veder bocche storte quando si vede che un certo tizio era ed è tuttora un programmatore. Se faccio mente locale, sicuramente oggi programmo in un modo totalmente diverso rispetto a come lo facevo in VB6, quindi l'esperienza ha pagato e serve. La mia seniority di 13 anni di lavoro conta, e deve contare eccome. Non deve importare nulla se non mi sono voluto evolvere in qualcosa di più, perchè quel qualcosa di più non è una cosa a cui ambisco, il mio lavoro è creare codice e sviluppare software.

Altrimenti...voglio dire...perchè non si applica lo stesso ragionamento anche negli altri settori? Perchè non si chiede ad un meccanico di metter su una scuderia? Perchè non si chiede ad un falegname di diventare architetto? Perchè non si chiede ad uno scrittore di mettere in piedi un editore? Un lavoro spesso rimane quello, ma il tempo che passa fa acquisire a ciascuno di noi sempre più competenza, che deve essere ripagata semplicemente per quello che è.

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Print | posted on martedì 16 ottobre 2007 23.13 | Filed Under [ My daily work ]

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# re: Come misurare la 'seniority' nel nostro lavoro?

Stavolta concordo pienamente.
16/10/2007 23.29 | Alessandro Scardova
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# re: Come misurare la 'seniority' nel nostro lavoro?

"Dopo 10 anni di lavoro, un falegname rimane sempre e comunque un falegname, ma l'esperienza accumulata nel corso degli anni lo hanno reso un programmatore migliore."


Quindi per diventare un programmatore migliore devo fare il falegname?!?!? ;-)
17/10/2007 15.30 | Matteo Baglini
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# re: Come misurare la 'seniority' nel nostro lavoro?

yawn
18/10/2007 10.56 | filippo
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# re: Come misurare la 'seniority' nel nostro lavoro?

conosco dei falegnami che si dichiarano programmatori ma in realtà sono dei salumieri (un saluto a tutti i salumieri)...o forse è il contrario..non so, igor, mi confondi sempre.
22/10/2007 23.12 | mm

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