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Sempre più spesso troviamo allucinazioni nella AI

L’essere umano si ammala, è nella sua natura farlo. Fa parte dell’evoluzione, mi verrebbe da dire.
Allo stesso modo il fatto che l’AI spari allucinazioni, sempre più spesso, non dovrebbe sorprendere. Fa parte della sua natura, è parte del problema, è una cosa strutturale, finchè la tecnologia alla base della AI è quella degli LLM.

Detto questo, è stato rilevato che la nuova versione del modello DeepSeek-R1 allucina 4 volte più spesso rispetto alla versione precedente. Dalle analisi che sono state fatte, sembra che DeepSeek-R1 cerchi di aiutare l’utente estrapolando o correlando informazioni non presenti nel modello originale, ed in questi frangenti è ovvio che la capacità di “ragionamento” dell’intelligenza artificiale non dia proprio il meglio di sé.

Questo grosso problema può essere affrontato in molti modi, ovviamente. Chi sviluppa l’AI – in questo caso parliamo del laboratorio cinese DeepSeek – è una questione estremamente complessa da risolvere, a tratti persino filosofica. Per tutti gli altri, noi comuni mortali che l’AI la sfruttiamo in qualche modo, la cosa ha dei risvolti pratici piuttosto impattanti, dipendentemente dallo scenario d’uso: guida autonoma, automazione di scrittura del codice, generazione di articoli/testi/video, e così via.

Cosa accade se non riusciamo a rilevare l’allucinazione?

Fonte ITA
https://it.finance.yahoo.com/notizie/deepseek-r1-genera-allucinazioni-4-200307391.html

Igor Damiani

La sua passione per l'informatica nasce nella prima metà degli anni '80, quando suo padre acquistò un Texas Instruments TI-99. Da allora ha continuato a seguire l'evoluzione sia hardware che software avvenuta nel corso degli anni. E' un utente, un videogiocatore ed uno sviluppatore software a tempo pieno. Igor ha lavorato e lavora anche oggi con le più moderne tecnologie Microsoft per lo sviluppo di applicazioni: .NET Framework, XAML, Universal Windows Platform, su diverse piattaforme, tra cui spiccano Windows 10 piattaforme mobile. Numerose sono le app che Igor ha creato e pubblicato sul marketplace sotto il nome VivendoByte, suo personale marchio di fabbrica. Adora mantenere i contatti attraverso Twitter e soprattutto attraverso gli eventi delle community .NET.

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