Cambiamento climatico e consumi energetici
Siamo tutti bravi a lamentarci delle settimane di caldo torrido che ormai ogni anno raggiunge il nostro Paese. Posso anche capire la lamentela, la frustrazione o il senso di impotenza di fronte al cambiamento climatico. Però mi sfugge una cosa. Quando andiamo ad acquistare un elettrodomestico, uno dei parametri che andiamo a considerare è l’efficenza energetica. Quindi ecco il frigorifero A+++. Idem per il televisore del salotto. Senza contare l’auto di famiglia nuova, dove sempre più spesso scegliamo una delle forme di ibrido disponibili per ogni fascia di prezzo.
E nessuno – giustamente – vuole più un’auto diesel o una vecchia lavatrice/lavastoviglie.
Non capisco perchè questo principio viene completato ignorato quando parliamo di AI. Nel 2024 i data center in giro per il mondo hanno consumato l’1,5% del consumo globale, ed ovviamente cresce sempre di più. Nell’anno in corso, 2026, il consumo è stimato intorno ai 1050 terawattora. “Se tutte le infrastrutture fossero una nazione, sarebbero al quinto posto al mondo per assorbimento di energia“. Tratto dal libro “L’inganno dell’intelligenza artificiale”: c’è una richiesta talmente alta di data center che si prevede che nel 2034 il loro consumo di energia globale raggiungerà i 1.580 terawattora, cioè quanto l’India, il paese attualmente più popolato del mondo.
Basterebbe questo per farci riflettere un po’ di più. Ogni tecnologia comporta dei costi energetici, è sempre stato così, ci mancherebbe. Anche la scheda video contenuta in ogni PC desktop consuma un botto, ma quella almeno è una scelta personale. E probabilmente nella maggior parte dei casi parliamo di utilizzi di AI elementari: rispondere a domande, piuttosto che generare testi, video e news fake. E raramente come in questo periodo si assiste ad una spinta a 360° (politica, società, mondo dell’imprenditoria, management societari, colleghi) per l’adozione di una tecnologia che per sua natura è incredibilmente nata senza assolutamente prendere in considerazione la sostenibilità ambientale. Ogni volta che scelgo di non scrivere un prompt, o scelgo di non usare un’AI agentica per risolvere un problema, salvo un pezzo di ambiente, esattamente come quando faccio la raccolta differenziata, o scelgo di usare un bicchiere di carta piuttosto che quello in plastica, o scelgo di viaggiare in treno piuttosto che in auto.
Fonte ITA
https://www.linkiesta.it/2026/04/intelligenza-artificiale-limiti-energia-data-center-costi-chip/
